Frontex, in Italia arrivi in calo dell'80%: ora i migranti scelgono la Spagna

Frontex, in Italia arrivi in calo dell'80%: ora i migranti scelgono la Spagna
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4 Gennaio Gen 2019 04 gennaio 2019

I dati di Frontex fotografano il crollo degli ingressi illegali dell'Ue nel 2018: diminuiscono dell'80% le partenze dei migranti verso l'Italia, e la rotta verso la Spagna diventa la più utilizzata per raggiungere l'Europa

Il 2018 si è chiuso con un calo record degli ingressi illegali nell’Unione Europea. A dirlo sono i dati diffusi da Frontex, che ha stimato in 150mila il numero dei migranti che hanno attraversato illegalmente i confini dell’Ue lo scorso anno.

Il 25% in meno rispetto al 2017 e il 92% in meno rispetto al 2015, anno del boom della crisi migratoria. Si tratta, insomma, del numero più basso registrato nell’ultimo lustro, dovuto in gran parte, stando alle rilevazioni effettuate dalla stessa agenzia europea per la gestione delle frontiere, alla “drastica diminuzione” delle traversate sulla rotta del Mediterraneo centrale, quella che conduce alle coste italiane.

Sono sempre meno, infatti, i migranti che scelgono di partire dalla Libia per raggiungere il nostro Paese. Nel 2018 sono stati 23mila: l’80% in meno rispetto al 2017. Un dato che ci riporta agli standard del 2012. Cala dell’87% il numero delle partenze dalle coste libiche, mentre si dimezzano quelle dall’Algeria. A restare stabili, invece, sono gli arrivi dalla Tunisia. Non a caso, i migranti di origine tunisina ed eritrea rappresentano un terzo del totale dei rifugiati che continuano ad avventurarsi sulla rotta che attraversa il Canale di Sicilia.

Per contro, raddoppiano le partenze dal Marocco alla volta della Spagna, con 57 mila migranti approdati nel 2018. Così la rotta che attraversa il Mediterraneo occidentale è diventata quella maggiormente utilizzata per le partenze dall’Africa. A sceglierla sono i richiedenti asilo che provengono dai Paesi dell’Africa subsahariana, come Mali e Guinea, e dal Maghreb. A fare la parte del leone nelle statistiche degli ultimi mesi, infatti, sono i migranti di origine marocchina.

Il calo degli sbarchi del nostro Paese avrebbe condotto anche al crollo del numero delle domande di asilo presentate in Italia. Secondo i dati diffusi dal Viminale e pubblicati dall’Ansa a dicembre dello scorso anno le richieste sono diminuite del 27% rispetto al mese precedente, mentre sono aumentati i dinieghi. L’82% del totale delle domande presentate nello stesso mese ha avuto esito negativo, mentre la protezione umanitaria è stata concessa soltanto al 3% dei migranti che ne hanno fatto richiesta.

"Per anni la sinistra al Governo ci ripeteva che fermare l'immigrazione clandestina che arrivava con i barconi, con annessi morti annegati nel Mediterraneo, era impossibile e che dovevamo per forza prenderci gli immigrati, i dati forniti oggi dall'agenzia europea Frontex confermano che si poteva fermare l'immigrazione clandestina, che era possibile riuscirci, bastava volerlo", ha commentato il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli. "L'Italia con i Governi del PD ha scelto di farsi invadere da oltre 600mila immigrati tra il 2014 e il 2017, con un costo di circa 20 miliardi di soldi pubblici", ha continuato il senatore, attribuendo il merito del calo degli sbarchi alle misure messe in campo dal governo gialloverde. "Matteo Salvini ha cambiato la politica lanciando un messaggio chiaro all'altra parte del Mediterraneo: non partite, perché qui non potete entrare", ha detto Calderoli, rivendicando anche l'abbassamento del "numero dei morti annegati nel Mediterraneo". "Intanto stiamo accogliendo i veri profughi con i corridoi umanitari, facendoli arrivare in aereo, non con i barconi", ha concluso il senatore leghista.

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