Scuole romane liberate in extremis dai rifiuti. Ma l'emergenza sanitaria non è ancora finita

Scuole romane liberate in extremis dai rifiuti. Ma l'emergenza sanitaria non è ancora finita
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7 Gennaio Gen 2019 07 gennaio 2019

I prèsidi della Capitale avevano minacciato di non riaprire dopo le vacanze

Roma - Un insolito attivismo dell'Ama nelle ultime ore ha scongiurato il rischio che oggi le scuole di Roma rimanessero chiuse a causa dei rifiuti che da settimane invadono i marciapiedi. Erano stati i prèsidi degli istituti a minacciare di non riaprire le aule alla ripresa dell'attività didattica nel caso in cui il Campidoglio non fosse corso ai ripari in tempo per evitare un'emergenza sanitaria.

Questa mattina, dunque, le scuole apriranno regolarmente, a parte qualche possibile disagio che potrebbe essere provocato dallo sciopero indetto per il 7 e l'8 gennaio. «Facendo leva sulla salute degli studenti e sull'aspetto diseducativo della presenza di cumuli di rifiuti davanti agli edifici scolastici, possiamo dire che abbiamo portato a casa un buon risultato, anche se parziale. Ho infatti indicazioni che la situazione davanti alle scuole è al 90 per cento risolta», commenta soddisfatto Maurizio Rusconi, il presidente dell'associazione nazionale presidi, sezione Lazio, che aveva fatto un appello alla sindaca Virginia Raggi perché ripulisse le aree davanti alle scuole. Almeno questo è stato fatto, in fretta e furia per evitare una figuraccia davvero insostenibile, anche se basta girare l'angolo per ritrovare i cassonetti straripanti di sacchetti. «Serve un intervento più decisivo per tutta la città, per renderla vivibile. Noi comunque continueremo a monitorare», avverte Rusconi, che chiede anche ai genitori di vigilare.

Sull'allarme dei presidi che ha contribuito a sbloccare la situazione, è intervenuto il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti. «La loro segnalazione è stata giusta e doverosa. Il Comune provvederà a sanare la situazione. Le condizioni igienico-sanitarie sono il minimo indispensabile per garantire un corretto lavoro dei docenti e l'accoglienza dei nostri studenti», sostiene il ministro. La collega del dicastero della Salute, Giulia Grillo, invece, scrive su Facebook per sostenere la sindaca Raggi e puntualizzare quanto riportato ieri da un quotidiano: «Mai mi sarei aspettata di leggere un completo rovesciamento di una posizione di sostegno per un lavoro enorme portato avanti nonostante i continui e strumentali attacchi». Per la Grillo, come del resto per tutto il Movimento Cinque Stelle, la colpa di quello che lei stessa definisce un «disastro» è della Regione Lazio, che «da anni gestisce le politiche sui rifiuti in modo miope e completamente insufficiente». Una posizione che fa infuriare Beatrice Lorenzin, che l'ha preceduta al dicastero: «È inammissibile che si dia sempre la colpa a qualcun altro, inammissibile questo rimpallo vergognoso di competenze: serve una programmazione seria e degna di questo nome che coinvolga Comune, Regione e Governo». Nel frattempo è la Procura ad occuparsi del degrado della capitale, mentre la Raggi prepara un dossier da consegnare ai pm dove evidenzierà alcune «stranezze» nella raccolta dei rifiuti romani, dall'assenteismo all'interno dell'Ama, agli atti di vandalismo, fino alle possibili cause del recente incendio all'impianto del Salario che ha complicato ancora di più la già difficile situazione dello smaltimento dei rifiuti.

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