Autonomia, Maroni: "Salvini attento che M5S ti frega"

Autonomia, Maroni: Salvini attento che M5S ti frega
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8 Gennaio Gen 2019 08 gennaio 2019

Roberto Maroni avverte Matteo Salvini: "Sull'autonomia non si può tradire il Nord. La legge va approvata così com'è senza che venga annacquata dal M5S"

“Avverto spifferi di fregatura”. Che la legge sull’autonomia“venga annacquata” dai pentastellati, per Roberto Maroni, è un timore che cresce di giorno in giorno.

"Non vorrei che i referendum dell'ottobre 2017 venissero boicottati con un accordo al ribasso”, dice chiaramente l’ex governatore leghista in un’intervista rilasciata al direttore di Libero.“Il Sud – spiega - rema contro l'autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, i cittadini meridionali non la vogliono, perché temono di staccarsi dalla mammella, e i grillini stanno cercando in tutti i modi di assecondarli, per evidenti ragioni elettorali”. Maroni non ha dubbi: “Se M5S boicotta l'autonomia, la Lega deve rompere, perché essa, come dice Zaia, è la madre di tutte le battaglie”. Cedere su questo punto sarebbe come “tradire il Nord” e “rinnegare la nostra identità e la nostra storia”. L’ex governatore della Lombardia invita a dare attuazione al contratto che lui, Zaia e Bonaccini hanno firmato con il governo Gentiloni lo scorso 28 febbraio e chiarisce: “Il punto centrale non sono le materie per le quali viene riconosciuta l'autonomia ma le risorse finanziarie per attuarla”. Poi aggiunge: “Gentiloni si era impegnato a fare in modo che la normativa fosse trattata come gli accordi internazionali, cioè non potesse essere modificata in Aula. Se andava bene a un esecutivo del Pd, che era contrario ai referendum, non può non andare bene a uno della Lega, che li ha promossi”. Maroni ribadisce di aver chiuso con la politica attiva “però se non mi fanno l'autonomia come dico io, - minaccia - sono pronto a fare sentire la mia voce. Ogni promessa è debito”. Il leghista sente “aria di fregatura” perché “il Movimento ha poco a cuore, essa crea le condizioni perché il Sud diventi virtuoso, cosa negativa per un partito che si fonda sull' assistenzialismo e sul reddito di cittadinanza. E poi – aggiunge - perché i governatori del Sud si troverebbero costretti a tagliare prebende e inefficienze e M5S non vuole essere costretto a farlo, casomai vincesse in qualche Regione meridionale”. Maroni vede nero anche per il futuro dell’esecutivo: “L' alleanza di governo è oggettivamente scombiccherata. Le due forze si sono presentate alle elezioni con programmi opposti e l'una contro l'altra, ogni cosa è compromesso oggi e il ritorno di Di Battista non fa che aumentare il casino”. Ma tutto potrebbe cambiare dopo le Europee se la Lega supererà Il M5S, a maggior ragione se in autunno conquistasse l’Emilia rossa. A quel punto, è il ragionamento di Maroni, si potrebbe andare ad elezioni anticipate nel 2020 con un centrodestra unito ma a trazione leghista e con una piattaforma sovranista.

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