L'Antitrust scova il cartello di finanziarie e case auto: multa da 680 milioni

L'Antitrust scova il cartello di finanziarie e case auto: multa da 680 milioni
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9 Gennaio Gen 2019 09 gennaio 2019

L'Autorità ha scoperto un'intesa che per 15 anni ha falsato il mercato degli acquisti delle auto tramite prestiti e leasing

L'Antitrust smaschera il cartello creato fra società finanziarie e cause automobilistiche.

A seguito della domanda di clemenza di Daimler Ag e Mercedes Benz Financial Services, l'istruttoria ha portato all'accertamento di una rete di un'intesa complessa e continuata fra le diverse società per lo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi.

In questo modo, l'Antitrust ha comminato una multa da 678 milioni di euro nei confronti di un vero e proprio cartello delle principali captive banks e dei relativi gruppi automobilistici operanti in Italia.

Sotto la scure dell'Autorità sono passate: Banca Psa Italia S.p.A., Banque Psa Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., Bmw Bank GmbH, Bmw AG, Daimler Ag, Merceds Benz Financial Services Italia S.p.A., Fca Bank S.p.A., Fca Italy S.p.A., Ca Consumer Finance S.A., Fce Bank Plc., Ford Motor Company, General Motor Financial Italia S.p.A., General Motors Company, Rci Banque S.A., Renault S.A., Toyota Financial Services Plc., Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen Ag., nonché le associazioni di categoria Assofin ed Assilea. Secondo l'Antitrust, le società hanno messo in atto un'intesa restrittiva della concorrenza, tra il 2003 e il 2017, per alterare le dinamiche del mercato della vendita di automobili attraverso finanziamenti erogati dalle captive banks.

Come riporta Repubblica, le comunicazioni avvenivano con una mail di questo tipo: "Vi scrivo questa email per invitarvi a partecipare alla compilazione di un nuovo Benchmark in materia di finanziamenti Post Vendita" e "analizzare nuove fonti di redditività". E in questo modo, le finanziarie che erogano i prestiti ai clienti per prendere auto a rate o in leasing, decidevano le quote e il tipo di offerte. Un cartello durato circa 15 anni e che l'Antitrust ha punti con una multa record da quasi 680 milioni di euro.

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