L'asinocrazia? Il padrino è Enzo Giudici non Sartori

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9 Gennaio Gen 2019 09 gennaio 2019

Gianfranco de Turris

Il neologismo «Asinocrazia» non lo inventò il politologo Giovanni Sartori, secondo quanto afferma il dizionario Neologismi. Parole nuove dai giornali 2008-2018 pubblicato dall'Istituto della Enciclopedia Italiana, come riferisce Matteo Sacchi nel suo articolo su il Giornale del 7 gennaio. Lo ideò invece, addirittura mezzo secolo prima, Enzo Giudici in appunto Avvento dell'Asinocrazia che uscì per le Edizioni del Borghese nel 1969.

Chi era Enzo Giudici, scomparso alla fine degli anni Ottanta? Era un docente di Lingua e letteratura francese prima alle Università di Lecce e Salerno, poi all'Istituto Orientale di Napoli e in fine alla Sapienza di Roma, uno dei pochissimi professori che ebbe il coraggio fisico, morale e intellettuale di opporsi alle violenze dei contestatori e alle asinerie dei sessantottini negli atenei. Oltre a importanti opere attinenti alla sua specializzazione, scrisse vari libri in polemica con l'andazzo dell'epoca, ma anche propositivi di riforme serie, oltre a quello citato anche altri per le Edizioni Scientifiche Italiane e per l'Editore Volpe. Fece parte anche di quelle associazioni di docenti e intellettuali che invano si opposero alla deriva della scuola, come il Movimento per la Libertà e la Riforma della Università Italiana presieduto da Vittorio Enzo Alfieri, e il Comitato Nazionale Associazione Difesa Scuola Italiana presieduto da Rita Calderini. Persone coraggiose, anche se oggi dimenticate. Intervistai il professor Giudici per Il Conciliatore del marzo 1970 insieme a molti altri personaggi controcorrente di allora, tutti riuniti ne I non-conformisti degli anni Settanta (Ares, 2003).

Diamo a Cesare quel che è di Cesare, e a Enzo Giudici quel che è di Enzo Giudici.

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