La sfida olimpica? Fare "ubriacare" i ragazzi di sport

La sfida olimpica? Fare ubriacare i ragazzi di sport
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11 Gennaio Gen 2019 11 gennaio 2019

Stamattina Milano e Cortina presentano a Losanna, nella sede del Cio il dossier può diventare il «lasciapassare» per le olimpiadi invernali del 2026. Cosa c'è nel dossier? Ciò che la città è in grado e sarà in grado di offrire. E quindi impianti, servizi, ospitalità. Poi gli investimenti, i progetti, le coperture economiche e anche politiche. Ma c'è qualcosa non è indicato che non è meno importante. E cioè lo spirito olimpico. Che si può tradurre in tanti modi ma soprattutto in uno e riguarda i bambini, i ragazzi cioè coloro che quelle olimpiadi tra 10 anni le vivranno in prima persona, qualcuno magari anche da protagonista. Una citta olimpica deve essere capace di coinvolgerli spiegando loro che i Giochi non sono solo un grande evento ma anche pratica sportiva, cultura dello sport, lealtà, benessere. E ce n'è bisogno.

La fotografia che lo scorso anno il Comitato provinciale del Coni ha «scattato» su un campione di 20mila bambini milanesi tra i nove e i 10 anni non è incoraggiante: molti non fanno sport e il 52% ha problemi di peso dovuto principalmente a cattive abitudini alimentari e «culturali». Molti bevono, ma questo è un altro discorso. Non solo. Oggi i ragazzi vanno su un campo di calcio, su una pista di atletica o in una piscina solo perchè frequentano corsi, camp, stage. Se non ci sono quelli niente, stanno a casa a rintronarsi sul cellulare. Non c'è spontaneità, non c'è passione. Tant'è che quasi nessuno va più su un campo di basket con un pallone per vedere se c'è qualcuno che gioca, nessuno entra all'Arena o in un centro sportivo per correre, va a nuotare o a pedalare per fatti suoi. Una città olimpica deve cominciare o ricominciare da qui. Deve tenere sempre aperti i suoi impianti per permettere ai ragazzi di entrarci se ci passano davanti, se si incuriosiscono, se ne hanno voglia, se solo gli gira Deve renderli gratuiti, allegri, «fighi». Deve farli diventare qualcosa di bello, dove un giovane di 15 anni va, si diverte e magari s'innamora. E non solo dello sport...

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