Via alla fattura elettronica, caos tra i benzinai milanesi

Via alla fattura elettronica, caos tra i benzinai milanesi
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11 Gennaio Gen 2019 11 gennaio 2019

In difficoltà i gestori delle 250 pompe cittadine

Grandi difficoltà in questi primi giorni con la fattura elettronica in molte delle oltre 250 stazioni di carburanti milanesi. Lo rileva Figisc, il Sindacato dei gestori impianti stradali carburanti (Confcommercio Milano). Il Sindacato condivide le motivazioni che hanno portato all'adozione della fatturazione elettronica, ma vuole evitare il caos nelle stazioni di rifornimento carburanti ed auspica che, nel breve, si pensi a pratiche misure correttive. Dall'avvio della fatturazione elettronica non sono, infatti, mancati episodi, segnalati al Sindacato dagli stessi operatori, che hanno ulteriormente accresciuto la preoccupazione dei gestori milanesi. «Come ad esempio la richiesta, peraltro legittima, di alcuni giovani - segnala Paolo Uniti, segretario del Sindacato gestori - di emissione della fattura elettronica a fronte di un'erogazione di qualche euro di benzina nello scooter oppure la dimenticanza di molti piccoli imprenditori dei propri dati di identificazione fiscale. Episodi che creano fila alle casse del distributore. Per non parlare delle email e dei codici identificativi errati». «Inoltre - ricorda Uniti - nei prossimi mesi i gestori carburanti dovranno affrontare una seconda rivoluzione digitale con l'obbligo dell'invio telematico dei corrispettivi all'Agenzia delle Entrate e, tra elaborazione di fatture elettroniche e invio telematico dei corrispettivi, qualcuno dovrà pur mettere il carburante nelle auto ed occuparsi degli altri servizi per l'automobilista».

L'obbligo per i distributori di carburante di emettere la fattura elettronica è scattato ( dopo una proroga) dal primo gennaio 2019 nei confronti di professionisti con partita Iva e conducenti di mezzi di trasporto aziendali, i quali ora non possono più pagare in contanti i propri rifornimenti, ma solo con strumenti tracciabili. Era slittata al nuovo anno anche l'abolizione della scheda carburante il documento che finora consentiva alle imprese di detrarre una volta al mese o ogni tre mesi l'Iva per l'acquisto di carburanti nei distributori e ottenere la deduzione dell'imposta dal reddito. Tali spese saranno deducibili nella dichiarazione dei redditi solo se effettuate mediante mezzi tracciabili.

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