Alpinismo estremo, Daniele Nardi a caccia dell'impresa storica sul Nanga Parbat

Alpinismo estremo, Daniele Nardi a caccia dell'impresa storica sul Nanga Parbat
Sostieni il progetto Conflitti da non dimenticare su Gli Occhi della Guerra
12 Gennaio Gen 2019 12 gennaio 2019

L'alpinista italiano sfiderà la bestia nera della montagna pakistana, il famigerato sperone Mummery, spaventoso passaggio in verticale estremamente tecnico e mai scalato da nessuno per la sua pericolosità

Daniele Nardi, esperto alpinista nostrano classe '76, in questi giorni sta tentando un'impresa mai riuscita a nessuno: scalare il Nanga Parbat seguendo un percorso fino ad ora inviolato, quello cioè che porta ad attraversare e a superare lo sperone Mummery, una impressionante parete verticale ghiacciata di più di mille metri che richiede, soprattutto in pieno inverno, uno sforzo a dir poco titanico.

Nardi è a capo di una spedizione di quattro persone che in questi giorni in Pakistan sta scalando il Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo, la cui vetta si trova a oltre 8.000 metri; insieme a lui in questa epica avventura ci sono l'inglese Tom Ballard (ottimo scalatore e fortissimo arrampicatore) e due alpinisti locali molto preparati e abituati alle temperature d'alta quota, i pakistani Rahmat Ullah Baig e Karim Hayat.

La squadra in queste ore si trova praticamente ai piedi del "mostro" e sta valutando come affrontare la parte della missione più pericolosa e impegnativa. L'italiano nato a Sezze descrive il Mummery come una sua ossessione ed è probabilmente l'unico scopo di questa spedizione estrema, più importante persino del raggiungimento della vetta stessa.

Albert Frederick Mummery fu un precursore, un alpinista coraggioso e instancabile; fu il primo a organizzare una scalata di un ottomila e scelse proprio il Nanga Parbat, "la montagna nuda" conosciuta anche come la "mangiauomini" per questo suo battesimo del fuoco. Ma qualcosa andò storto, i tempi non erano ancora maturi per scalate di tale difficoltà, le attrezzature non erano adeguate e le tecniche mancavano di qualche perfezionamento. Era l'estate del 1895 quando Mummery scomparve nel nulla insieme a parte della sua squadra mentre si trovava proprio nel tratto più complesso dell'arrampicata. Lo sperone prende il nome proprio dal pioniere inglese deceduto durante la sua più grande e temeraria impresa alpinistica.

Commenti

Commenta anche tu