Dalla bici alla Marcialonga Toldo mette i guanti da sci

Dalla bici alla Marcialonga Toldo mette i guanti da sci
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12 Gennaio Gen 2019 12 gennaio 2019

L'ex numero uno azzurro che parò 3 rigori all'Olanda ora pedala e scia. Al via con Bettini e Antonio Rossi

C'è un ciclista, un canoista, un ginnasta e persino un portiere che mettono ai piedi un paio di sci. Questa, però, non è la solita barzelletta. Anzi, qui la cosa si fa tremendamente seria. Perché se c'è un traguardo lontano e faticoso da raggiungere, certi campioni non accettano la sconfitta. Anche se l'obiettivo della competizione alla quale prenderanno parte non è vincere, bensì arrivare in fondo. A ogni modo, sfida accettata.

Il 27 gennaio saranno 7.500 i fondisti che, partenza da Moena e arrivo a Cavalese, in Val di Fiemme e Fassa, animeranno la prossima Marcialonga, la regina delle granfondo giunta alla sua 46esima edizione. Che poi è la Gara per eccellenza, visti i suoi settanta interminabili chilometri da percorrere sugli sci stretti. Una sfida dura, faticosa, massacrante. Per migliaia di fondisti appassionati, ma pure per quei campioni del passato che, dopo aver eccelso nei differenti sport, hanno deciso di mettersi alla prova anche nel fondo. Tra questi, ben quattro olimpionici italiani e un ex portiere della Nazionale. Di chi si tratta? Parliamo di leggende sportive del nostro Paese, come Paolo Bettini (ciclismo), Antonio Rossi (canoa), Jury Chechi (ginnastica), Cristian Zorzi (sci di fondo) e un calciatore, Francesco Toldo, l'ex numero uno dell'Inter. Uno che era abituato a stare tra i pali e ora sceglie, è proprio il caso di dirlo, di tuffarsi anche lui nel mondo della neve. Accettando l'invito di Bettini, il bicampione del mondo di ciclismo che lo scorso anno si cimentò con la Marcialonga Light di 45 km, ma quest'anno sembra più agguerrito che mai nel percorrere fino in fondo i settanta chilometri. «La Marcialonga è un'altra sfida da mettere nel palmarès», così un tenace Bettini, mentre per Antonio Rossi, che ne ha già in saccoccia due, sarà un gradito ritorno: «La Marcialonga è sempre bellissima per il clima di festa», commenta l'attuale sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega ai Grandi eventi, anch'egli in gara in Val di Fiemme, probabile scenario delle prove di fondo in caso di successo della candidatura Milano-Cortina per i Giochi 2026. Oltre a Rossi, come poc'anzi annunciato, al via pure «Il Signore degli Anelli» Jury Chechi e Cristian Zorzi, quest'ultimo campione olimpico e mondiale proprio nello sci di fondo (ma si cimentava per lo più in gare sprint) e che alla Marcialonga trentina è «di casa». Ai nastri di partenza, non solo migliaia di italiani (2.064 uomini e 446 donne), ma anche 1.616 norvegesi, 1.595 svedesi, 349 finlandesi, 316 russi, per un totale di 34 nazioni. Fra questi, ci sono persino 7 olandesi.

Che a distanza di quasi vent'anni da quella semifinale a Euro 2000, avranno modo di sciare fianco a fianco a Toldo, l'ex portierone azzurro che contro gli orange neutralizzò tre rigori. Toldo che ora fa il dirigente e che non si è tirato indietro di fronte all'ennesima sfida: anzi, l'ex Fiorentina e Inter ha risposto presente come quando si faceva trovare pronto sui tiri degli avversari: «Seguiteci - dice -, perché ne vedrete delle belle».

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