Fontana di Trevi, ora la Raggi si prende pure le monetine della Caritas

Fontana di Trevi, ora la Raggi si prende pure le monetine della Caritas
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12 Gennaio Gen 2019 4 giorni fa

Tolte alla Caritas le monetine lanciate dai turisti a Fontana di Trevi. Dal primo aprile finiranno nelle casse del Campidoglio per finanziare la manutenzione del patrimonio artistico. Nel 2018 la somma era di 1,5 milioni di euro

Il conto alla rovescia è iniziato. Dal primo aprile le monetine gettate dai turisti nella Fontana di Trevi con la speranza di poter tornare prima o poi nella Città Eterna, non saranno più destinate alla Caritas diocesana di Roma, ma finiranno dritte dritte nelle casse di Acea, che li utilizzerà per finanziare “iniziative sociali”, la “manutenzione del patrimonio culturale” e coprire le spese dell’attività di raccolta portata avanti dalla società.

Lo stop ai finanziamenti deciso dal Campidoglio è stato messo nero su bianco, come ricostruisce Avvenire, con una determinazione dirigenziale approvata lo scorso 31 dicembre. Una decisione che inciderà non poco sul lavoro che l’organismo della Cei svolge in favore di poveri e senzatetto. Nel 2018, infatti, la somma delle monetine gettate ogni giorno nella fontana da migliaia di turisti è stata di oltre un milione e mezzo di euro. Che per la Caritas romana significa il 15% del proprio bilancio annuale. Non a caso il quotidiano dei vescovi ha “accusato” Virginia Raggi di aver “tolto alla Caritas le monetine dei poveri”, visto che la chiusura dei rubinetti da parte del Campidoglio potrebbe determinare una seria riduzione degli interventi di assistenza in favore degli ultimi della società.

Prima d’ora nessun primo cittadino aveva osato rompere la tradizione inaugurata nel 2001 dall’allora sindaco Walter Veltroni. In tempi di crisi, però, la giunta Raggi sembra essere stata costretta a raschiare il fondo del barile. O della fontana, nel caso specifico. E ora c’è chi scommette che le “monetine dei poveri” possano perdersi nelle reti dell’apparato amministrativo, con buona pace dell’esercito di invisibili che popola le strade della Capitale.

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