"Maltrattamenti, le leggi non funzionano"

Maltrattamenti, le leggi non funzionano
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12 Gennaio Gen 2019 12 gennaio 2019

Il caso di un cane corso malnutrito e poi morto. «Nessuno è intervenuto»

La storia triste di questo cane di 20 mesi, un meticcio corso, è finita la notte di Capodanno. I volontari e le guardie zoofile che da quattro mesi cercavano di salarlo hanno fatto tutto il possibile. Ma qualcosa nella rete pubblica di tutela degli animali è andato storto e il cane è morto nell'appartamento in cui, testimonia chi l'ha curato, non ha ricevuto abbastanza cibo né acqua.

La prima segnalazione di maltrattamenti sul cane è arrivata a settembre dai vicini di casa dei proprietari, una coppia con bambini piccoli e con difficoltà economiche che abita in una casa Aler del Gratosoglio. Le condizioni in cui era tenuto, riportate dalle guardie zoofile che hanno raccolto l'appello: di taglia medio-grande, pesava 15 chili ma avrebbe dovuto pesarne almeno 25, sempre legato al termosifone, con nessuna ciotola per l'acqua e poco cibo e probabilmente veniva anche picchiato. «Ci siamo presi a cuore questo animale - spiega una dei volontari che ha seguito il caso - e lo abbiamo visitato diverse volte. Viste le condizioni di vita, abbiamo provato a convincere i proprietari a cederlo a chi ne avrebbe avuto cura, ma non ci siamo riusciti. Abbiamo denunciato il caso a una decina tra enti e istituzioni. Nessuno però ha ritenuto che il cane fosse in serio pericolo. Purtroppo avevano tutti torto...».

Alcuni degli enti interpellati non hanno risposto, altri hanno fatto un controllo. Come i vigili dell'Ufficio tutela animali. «Ma visto che suonavano alla porta - continua la guardia zoofila - una volta nell'appartamento trovavano il cane slegato. E il veterinario che l'ha visitato ha dichiarato che tutto sommato era un animale vitale. Certo, appena slegato si muoveva molto... Nessuno è intervenuto». I ripetuti appelli degli operatori in difesa dell'animale e le loro testimonianze e fotografie non sono bastati e provare i maltrattamenti. Dopo la morte dell'animale il pm ha dichiarato chiuso il caso e non ha disposto l'autopsia e i risultati di quella privata sono noti solo ai proprietari. «Ci sono le leggi - concludono le guardie - e ci sono molte persone incaricate di tutelare gli animali. Ma la nostra storia dimostra che qualcosa in questo sistema non funziona». Di maltrattamenti sugli animali si parlerà anche oggi alla conferenza organizzata dalla Leal a Palazzo Reale.

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