Polemiche su un documentario dedicato a Michael Jackson: "È oltraggioso"

Polemiche su un documentario dedicato a Michael Jackson: È oltraggioso
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12 Gennaio Gen 2019 12 gennaio 2019

La famiglia di Michael Jackson è contro un documentario sulla vita del cantante che apre una pagina giudiziaria ancora cocente

Alla kermesse del Sundance Film Festival che si svolgerà in America dal prossimo 23 Gennaio, verrà presentato nella sezione “Eventi speciali”, un documentario sulla vita di Michael Jackson. Il Re del Pop, morto nel giugno 2009 a causa di un attacco cardiaco, rivive in un film controverso. Infatti “Leaving Neverland” non racconterà i successi musicali di Michael Jackson, ma si focalizzerà su quel periodo buio in cui fu accusato di pedofilia e violenza su i minori. Le accuse che poi non sono mai state confermate, inevitabilmente hanno segnato la vita di Jackson. La famiglia del cantante, proprio in merito all’uscita del documentario, si scaglia contro il regista che ha realizzato il film.

Attraverso le voci di Wade Robson e James Safechuck, due ragazzi che presumibilmente sono stati abusati dalla pop star all’età di sette e dieci anni, raccontato una verità negata a cui neanche i giudici hanno (forse) mai creduto. Il documentario, come descrive la sinossi, “con l’ausilio di interviste strazianti crea un ritratto di inganni e potere, celebrando l’appeal di un’artista che grazie alla sua affabilità, si è infiltrato nella vita dei bambini e dei loro genitori.” Diretto da Dan Reed, debutterà alla kermesse del cinema indipendente, il prossimo 25 gennaio, è ambientato in California e sarà divisivo in due parti per una durata complessiva di quasi 4 ore.

Sulle pagine di E!News, i familiari di Michael Jackson, criticano aspramente sia il regista che lo stesso documentario. “Si tratta dell’ennesimo orribile tentativo, oltraggioso e patetico, di speculare sul nome di Jackson. Sia Wade che James hanno testimoniato entrambi sotto giuramento ed hanno affermato che Michael non ha mai fatto nulla di appropriato nei loro confronti. Il documentario? È un rimaneggiamento di accuse false e ampiamente screditate.” Sulla questione per ora, né il regista né i diretti interessati, hanno replicato le accuse.

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