Texas, islamico e repubblicano, il partito lo difende dagli attacchi razzisti

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12 Gennaio Gen 2019 10 giorni fa

Il Partito Repubblicano della contea texana di Tarrant ha repinto giovedì sera la mozione di sfiducia nei confronti del loro vice segretario Shahif Shadi, accusato da alcuni membri del partito di essere poco adatto al ruolo ricoperto a causa della sua fede islamica

Negli Stati Uniti continua e tenere banco il tema della libertà religiosa. Un dibattito rinvigoritosi soprattutto dopo che numerosi cittadini di fede musulmana hanno deciso in questi ultimi anni di dare il loro contributo alla vita politica del Paese. Ne è ben cosciente il dottor Shahid Shafi, che nel cristianissimo Texas è vice segretario del Partito Repubblicano per la contea di Tarrant e che negli ultimi mesi è stato costretto a subire l'ostracismo di alcuni delegati del suo stesso partito, convinti dell'inconciliabilità tra l'importante ruolo ricoperto e il suo essere di religione islamica. La querelle ebbe infatti inizio lo scorso luglio, quando Shafi - cittadino americano dal 2009 e consigliere comunale della cittadina di Southlake dal 2014 - venne eletto vice segretario dei repubblicani locali quasi all'unanimità, con il solo voto contrario della delegata Dorrie O'Brien, che da quel giorno iniziò la sua personale crociata contro il medico giunto dal Pakistan 29 anni fa.

Sul suo profilo Facebook la donna infatti giustificava la propria battaglia scrivendo: "Non pensiamo sia adatto che il vicepresidente possa essere un musulmano praticante. Questo perché egli deve essere il rappresentante di tutti i repubblicani della contea di Tarrant e non tutti i repubblicani trovano l'islam qualcosa di accettabile negli Stati Uniti, nella contea di Tarrant e nello stesso Partito Repubblicano". Tuttavia, malgrado in questi mesi la O'Brien fosse riuscita a convincere 48 delegati ad esprimersi contro Shafi, nella votazione straordinaria convocata giovedì sera per valutare la sua eventuale estromissione dalla carica è stata largamente sconfitta. I repubblicani si sono infatti stretti intorno al loro vice segretario bloccando la mozione di sfiducia con 139 voti contrari a 49.

Un risultato immediatamente festeggiato dal diretto superiore di Shadi, il segretario locale dei repubblicani Darl Easton, che alla fine della votazione ha dichiarato: "Stasera ha vinto la libertà religiosa. Se da un lato però questo può essere un grande giorno per il Partito Repubblicano, dall'altra parte questa vittoria serve a far prendere coscienza sul grande lavoro che abbiamo ancora da fare per rendere veramente unito il nostro partito". Easton ha inoltre affermato come il voto abbia dato prova della fedeltà del partito ai valori costituzionali, compresi quelli riguardanti la ferma contrarietà verso ogni tipo di discriminazione su base razziale e religiosa: "Questo voto riafferma l'impegno, da parte della maggioranza dei repubblicani della contea di Tarrant, per i nostri valori fondamentali e per la nostra bussola morale".

In precedenza, anche il governatore repubblicano del Texas Greg Abbott si era mostrato concorde con l'azione politica del suo partito, affermando in una nota ufficiale la propria opposizione al comportamento della delegata O'Brien: "Il diritto alla libertà religiosa è garantito dal Primo Emendamento della Costituzione e dall'articolo 1, sezione 4 della Costituzione del Texas che stabilisce come sia proibito utilizzare la discriminante religiosa per assegnare posti di lavoro nelle strutture statali". A questa sono in seguito sopraggiunte le dichiarazioni dal tono simile del Senatore Ted Cruz: "Il partito che fu di Abramo Lincoln dovrebbe essere aperto a tutti e celebrare la libertà", e del Land commissioner dello stato del Texas George Prescott Bush (nipote dell'ex Presidente Usa George W. Bush): "Usare la religione come cartina di tornasole è sbagliato".

Dal canto suo, durante la campagna per il voto di sfiducia il dottor Shadi non ha potuto fare altro che difendersi dagli attacchi subiti, oltreché ribadire le sue personali convinzioni politiche e religiose: "Supporto e credo fermamente nelle legge statunitense. Sostengo incondizionatamente i diritti sanciti dal nostro Secondo Emendamento e credo nella santità della vita sin dal suo concepimento. Credo nello stato minimo, nell'abbassamento delle tasse, nella responsabilità individuale, nella libertà religiosa, nella libera scelta tra scuole pubbliche e private, nell'indipendenza energetica, nel primato della legge e in confini nazionali sicuri." - aggiungendo - "Ho potuto vedere molto supporto all'interno del partito, da parte dei rappresentanti eletti, dai semplici militanti, dagli abitanti della contea, da persone al di fuori della contea. C'è stata un'enorme ondata di sostegno".

La polemica nei confronti del dottor Shadi, giunta due mesi dopo l'elezione delle prime due donne musulmane al Congresso degli Statu Uniti, da la misura di come sia ancora lunga la strada per una piena accettazione dei cittadini di religione islamica all'interno della società statunitense, ancora culturalmente scossa dagli attentati dell'11 settembre e dalla successiva guerra al terrorismo. I musulmani negli Stati Uniti rappresentano oggi l'uno per cento della popolazione con circa 3 milioni e mezzo di abitanti. A livello politico essi si identificano principalmente nel Partito democratico con il 66 per cento mentre il 13 si definisce repubblicano ed il restante 20 per cento indipendente.

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