La gara, poi lo stop. Pasticcio del Comune sui monopattini

La gara, poi lo stop. Pasticcio del Comune sui monopattini
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13 Gennaio Gen 2019 13 gennaio 2019

Una gara annunciata e poi fermata, uno stop agli operatori che non tutti hanno osservato, un servizio che di fatto è partito ma nessuno sa bene come. È un piccolo grande pasticcio quello dei monopattini elettrici. Così lo descrive Gabriele Abbiati, il consigliere leghista che ha annunciato un'interrogazione per fare chiarezza.

La vicenda parte il 10 agosto, quando il Comune pubblica un avviso per l'individuazione di soggetti pubblici o privati interessati a svolvere il servizio «in sharing» con scooter e mezzi innovativi a propulsione elettrica. Tutto è sperimentale, perché il codice della strada non regola ancora questo tipo di mezzi. Il Comune a un certo punto si ferma: «Dopo essere stata lanciata - racconta Abbiati - la gara è stata sospesa. Ma se fermi la gara e blocchi tutto, poi intimi agli operatori di non partire e non dici niente a chi in realtà parte lo stesso, allora come Comune non sei in grado di far rispettare le regole e stai anche offrendo dei vantaggi competitivi». «Io non entro nel merito dei servizi dei vari operatori - prosegue il consigliere - ma è un problema di rispetto delle regole». Abbiati si riferisce a ciò che è accaduto dopo lo stop del Comune: «L'assessore (Marco Granelli, ndr) ha dichiarato di aver inviato una nota per vietare la circolazione di questi mezzi. Ma chiunque si muova in città, ne incontra almeno uno. Questo significa che c'è un problema di rispetto delle pari condizioni degli operatori, e di autorevolezza del Comune. Inoltre non è mai stata data alcuna regolamentazione a questi mezzi, che non sono ancora normati dal codice. Però se ne trovano sui marciapiedi, nelle aree pedonali, in mezzo alla strada. E se non regoli le cose, ciascuno fa ciò che vuole mettendo anche a rischio l'incolumità di pedoni e automobilisti. Insomma, il Comune non può restare debole e inerte».

Sul caso, alcuni consiglieri di sinistra avevano anche presentato un ordine del giorno, per invitare la giunta ad andare avanti predisponendo «da subito atti e iniziative» con le piattaforme di sharing interessate. Però, in sede di discussione del Piano della mobilità l'atto è stato riformulato, cioè stravolto completamente. E nella versione modificata e approvata, l'ordine del giorno si limita a invitare la giunta a «interloquire» col ministero.

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