Putin e il siluro da cento megatoni ​ancorato nelle profondità degli oceani

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13 Gennaio Gen 2019 13 gennaio 2019

Oltre al Poseidon da due megatoni, la Russia avrebbe sviluppato in segreto il siluro T-15 da cento megatoni ancorato nelle profondità degli oceani

La Russia potrebbe aver sviluppato due diversi siluri atomici per colpire gli Stati Uniti: Oltre al Poseidon da due megatoni imbarcato sui sottomarini classe Oscar II Progetto 949AM, il Cremlino avrebbe sviluppato in segreto il Progetto T-15 (Status-6) per un siluro strategico da cento megatoni ancorato nelle profondità degli oceani. Il Poseidon sarebbe indirizzato contro i gruppi da battaglia delle portaerei statunitensi. Lo Status-6, collegato a Perimeter, avrebbe come unico obiettivo la costa degli Stati Uniti. Entrambi i sistemi farebbero parte della classe Ocean Multipurpose System.

Russia: test in mare per il siluro Poseidon

Lo scorso dicembre la Russia ha comunicato l’inizio dei test in mare per il siluro Poseidon. Il vero messaggio potrebbe non essere l'inizio delle operazioni del sistema d’arma di ultima generazione, ma la conclusione dei lavori sul nuovo sottomarino vettore. Il Ministero della Difesa russo non scrive nulla per caso. Ogni testo è specificatamente calibrato per un preciso scopo e poi diffuso sui media controllati dal governo. L’inizio dei test sul Poseidon potrebbe essere stato il pretesto per comunicare all’Occidente che il Cremlino ha completato in segreto ed in anticipo un nuovo sottomarino per la rappresaglia. Ma quale?

L'analisi del messaggio

“I test in mare si stanno svolgendo in un’area protetta contro potenziali sistemi di ricognizione nemici. Sul siluro Poseidon è stato installato il nuovo reattore nucleare. La Marina sta utilizzando un sottomarino a propulsione nucleare della Flotta del Nord come vettore per il siluro”.

Così come spesso avvenuto negli ultimi anni, il Cremlino ha scelto nuovamente il periodo natalizio per promuovere i sistemi d'arma di ultima generazione. I principali canali in lingua russa hanno riportato l'inizio dei test sul Poseidon. I russi parlano di un “sottomarino a propulsione nucleare della Flotta del Nord come vettore per il Poseidon”. Probabilmente si tratta del B-90 Sarov. Ma proprio quella frase elaborata dal Ministero della Difesa russo cela un dettaglio particolare. Il Sarov implementa un reattore nucleare come energia supplementare. E' un sottomarino utilizzato per testare svariati sistemi d'arma, ma la sua propulsione è diesel elettrica. Mosca però parla proprio di “sottomarino a propulsione nucleare”. Da quel che sappiamo le altre due piattaforme modificate per il Poseidon non dovrebbe ancora solcare i mari. O meglio, questo è quello che ci hanno sempre detto i russi. Ma se cosi non fosse i russi avrebbero completato rispetto la tempistica diramata uno dei due sottomarini prescelti per il Poseidon. Ma quale?

Russia: Sottomarino B-90 Sarov Progetto 20120

Il Poseidon/ Посейдон, nome in codice Kanyon per il Pentagono, sarebbe stato testato per la prima volta il 27 novembre del 2015 durante un’operazione segreta. Il test dovrebbe essere stato eseguito da un sottomarino classe Sarov Progetto 20120. Il Progetto 20120, ispirato Progetto PL 877B, implementa una propulsione radicalmente diversa da qualsiasi altro sottomarino in servizio. Alla propulsione diesel-elettrica standard è associato un reattore nucleare ausiliario designato VAU-6, evidentemente progettato per consentire al sottomarino tempi di immersione maggiori, grazie alla fonte di energia di backup. Il B-90 deriva chiaramente dalla classe Kilo, ma è un banco di prova sperimentale per sistemi d’arma e nuovi reattori. Il sottomarino vettore del Poseidon coinvolto in queste ore potrebbe essere proprio il B-90 Sarov. Tuttavia la "svista" del Ministero della Difesa russo nel descrivere la propulsione nucleare del sottomarino vettore è alquanto curiosa. Tali "sviste" sono solitamente orchestrate dal Ministero della Difesa russo così come avvenuto il 27 novembre del 2015 per svelare lo Status-6 o nel giugno del 2016 per i satelliti Repei.

Russia: Sottomarino K-329 Belgorod Progetto 09852

Il sottomarino a propulsione nucleare K-329 Belgorod Progetto 09852, evoluzione della classe Oscar II, sarà ufficialmente il primo vettore della Russia ad essere armato con i siluri radioattivi Poseidon da cento megatoni. Il Belgorod ne potrà trasportare quattro tramite compartimenti speciali a prua. I sottomarini Oscar II sono stati progettati nello specifico ruolo carrier-killer, concepiti cioè per contrastare le portaerei americane e relativi gruppi da battaglia, impedendo la proiezione strategica della US Navy. Ufficialmente designato come evoluzione della classe Oscar II Progetto 949A, il K-329 Belgorod svolgerà missioni di attacco e di ricerca scientifica come piattaforma per sottomarini senza equipaggio e speciali attrezzature. Il K-329 è stato riprogettato con una nuova sezione centrale di trenta metri che ha portato le dimensioni del sottomarino a 184 metri. Trenta metri in più della classe Oscar originale ed undici più lungo della classe Typhoon Progetto 941. Entro il prossimo anno, quindi, la Russia avrà in servizio il sottomarino a propulsione nucleare più grande del mondo. L’ultimo sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare classe Typhoon (secondo la classificazione NATO), il TK-208 Dmitri Donskoy Progetto 941UM, resterà in servizio fino al 2022.

Il K-329 Belgorod Progetto 09852 dovrebbe essere ancora in cantiere, ma questo è quello che ci hanno sempre detto i russi.

Le missioni del K-329 Belgorod

Piattaforma per il progetto 10830 Losharik

La costruzione del Belgorod, più volte interrotta, sarà ultimata entro l'anno. Il sottomarino è stato sempre associato a progetti speciali. Il sottomarino a propulsione nucleare Losharik, è stato progettato per operazioni speciali, ricerca scientifica e salvataggio a grandi profondità. Il Losharik è uno dei progetti più segreti del paese. Del Losharik, eroe di un famoso film d'animazione sovietico, non si sa nulla se non che è in grado di raggiungere i seimila metri di profondità e che è propulso da un reattore nucleare di nuova concezione. Dovrebbe essere lungo circa 60 metri con equipaggio che non dovrebbe superare le 25 unità. Il progetto 10830 sfrutta i principi della batisfera: una forma necessaria per resistere all’enorme pressione dell’acqua a quelle profondità. L’involucro esterno rappresenta la vera e propria corazza contro la pressione. Lo scafo interno, invece, è separato dalla batisfera da un materiale altamente compresso. Il Losharik potrebbe navigare indisturbato in qualsiasi parte del globo nella totale impunità. Gli svantaggi sono legati ai ristretti spazi per l’equipaggio ed alla scarsa velocità di crociera. E’ certamente il primo battello a propulsione nucleare in grado di raggiungere tali profondità: l’NR1 americano poteva raggiungere i tremila metri. La sua unica missione nota si è svolta con la Flotta del Nord ad una profondità di tremila metri, sul crinale Mendeleyev, nell'Artico.

Russia: Sottomarino Khabarovsk Progetto 09851

La prima notizia ufficiale sul sottomarino a propulsione nucleare Khabarovsk Progetto 09851 risale al 27 luglio del 2014, giorno dell’inizio dei lavori. Destinato fin da subito ad operazioni classificate, il primo disegno del Khabarovsk risale al 27 novembre del 2015. Anche in questo caso si trattò di una “svista”. Nello stesso giorno in cui i russi svelarono l’esistenza dello Status-6, il Ministero della Difesa mostrò "accidentalmente" anche il Khabarovsk come primo vettore del siluro radioattivo. Del sottomarino sappiamo ben poco. Il Khabarovsk dovrebbe condividere alcune sezioni dello scafo e la tecnologia della classe strategica Borei 955/A compreso il reattore nucleare OK-650 e la propulsione pump-jet. Da rilevare che il Khabarovsk è il primo sottomarino russo specificatamente progettato come vettore dei Poseidon, privo cioè della sezione missilistica della classe strategica Borei destinata ai Bulava. Ciò significa che le dimensioni ed il dislocamento del Khabarovsk, circa 120 metri per diecimila tonnellate, sono inferiori a quella dei 955/A. La profondità operativa del Khabarovsk dovrebbe attestarsi sui 450 metri. Il Khabarovsk Progetto 09851 dovrebbe essere ancora in cantiere, ma questo è quello che ci hanno sempre detto i russi.

La sezione frontale

A differenza dei compartimenti speciali a prua progettati per la classe Oscar II pari a quattro Poseidon, il Khabarovsk ne dovrebbe ospitare sei nella sezione frontale per una resa esplosiva complessiva di 600 megatoni. I russi potrebbero aver optato per una soluzione diversa per l’autodifesa così come avvenuto per la classe Yasen e la futura classe Husky. A differenza della classe Akula, i tubi lanciasiluri della classe Husky saranno ubicati nella parte centrale dello scafo: è la medesima soluzione trovata per la classe Yasen per far posto al sonar sferico MGK-600 Irtysh-Amfora. Anche per il Khabarovsk potrebbe essere stata adottata tale soluzione.

La modalità di attacco del Khabarovsk

L’unità probabilmente sarà schierata in periodi di crisi a copertura di possibili bersagli, ma quali? In base alle informazioni ufficiali del Ministero della Difesa russo sappiamo che il Poseidon “è stato progettato per provocare danni inaccettabili, contaminando vaste zone costiere nemiche rendendole completamente senza vita per lunghi periodi di tempo”. Non si parla di tsunami. "Il Poseidon svolgerà diversi compiti nelle aree limitrofe al territorio nemico e sarà equipaggiato con un sistema di guida indipendente ad elevata precisione”.

L’arma può essere diretta anche contro basi navali e gruppi di battaglia delle portaerei, ma lo scopo primario del sistema d'arma resta l’attacco termonucleare contro le infrastrutture costiere del nemico. Tuttavia il Poseidon potrebbe essere utilizzato per provocare particolari effetti fisici e geologici se venisse scagliato contro la costa occidentale degli Stati Uniti. Il dispositivo può essere utilizzato come arma da attacco e per la rappresaglia. E' opportuno notare che fino a pochi mesi fa per identificare il Poseidon i russi utilizzavano la frase "Arma del Giorno Dopo" in riferimento alla rappresaglia. Il Poseidon era cioè concepito per affamare dal mare i sopravvissuti ad un olocausto nucleare creando delle zone radioattive morte a lungo termine. Adesso invece per definire il Poseidon si utilizza la frase "судного дня" cioè "Giorno del Giudizio" in riferimento all'attacco preventivo.

Russia: Sottomarini lanciamissili antinave classe Oscar II

La terza generazione di sottomarini lanciamissili antinave a propulsione nucleare classe Oscar II Progetto 949A, è entrata in servizio a metà degli anni ’80. Sono stati progettati nello specifico ruolo carrier-killer, per contrastare le portaerei americane ed impedire la loro proiezione strategica. Lunghi 154 metri e larghi 18, possono raggiungere una velocità massima di trentasette miglia all'ora in immersione ad una profondità massima di seicento metri. La classe Oscar II è stata progettata con spiccate capacità di sopravvivenza contro i siluri convenzionali, come la separazione di oltre tre metri tra lo scafo a pressione interna e quello esterno idrodinamico, considerando che la sua missione primaria sarebbe stata quella di attaccare i gruppi da battaglia delle portaerei americane. Lo scafo interno del sottomarino è diviso in dieci scomparti. Sono tra i più grandi sottomarini mai costruiti, superati soltanto dalla classe Typhoon (Progetto 941 Akula) ed Ohio americana.

I 949A trasportano attualmente 24 missili antinave P-700 Granit/SS-N-19 Shipwreck, il doppio dei sistemi trasportati dalla classe Charlie e Echo II. La classe Oscar a doppio scafo è stata concepita in forma primaria come piattaforma di tiro per gli SS-19- Shipwreck, missili da crociera a lungo dieci metri pesanti otto tonnellate: Possono imbarcare testate nucleari da cinquecento kilotoni. I Granit raggiungono il bersaglio ad una velocità massima di Mach 2,5, ramjet nella fase finale, a 550 km di distanza. Lanciati a sciame, i missili sono collegati in rete cosi da condividere le informazioni di targeting e le diverse angolazioni di attacco.

La flotta Oscar II

La Marina russa gestisce una flotta di otto sottomarini lanciamissili da crociera a propulsione nucleare 949A: tre inquadrati nella Flotta del Nord e cinque con la Flotta del Pacifico.

Nella Flotta del Nord risultano inquadrati il K-266 Orel, il K-119 Voronezh ed il K-410 Smolensk. Il K-266 Orel è ritornato ufficialmente in servizio nell'ottobre dello scorso anno dopo essere stato in manutenzione presso il cantiere Zvezdochka, nella regione di Arkhangelsk, nella Russia del Nord, a causa di un incendio avvenuto a bordo nell'aprile del 2015, mentre si trovava nel bacino di carenaggio. Risultano in servizio attivo il K-119 Voronezh ed il K-410 Smolensk. Il 18 ottobre del 2016, il K-410 Smolensk ha lanciato un missile da crociera Granit colpendo il bersaglio designato nell’arcipelago Novaja Zemlja, nell'Artico.

Dei cinque sottomarini inquadrati nella Flotta del Pacifico risulta attivo solanto il K-456 Tver. Il K-132 Irkutsk, il K-442 Chelyabinsk ed il K-186 Omsk sono entrati in cantiere per la conversione allo standard 949AM: Dovrebbero ritornare in servizio tra il 2020 ed il 2022. Il K-173 Krasnoyarsk è in attesa di demolizione ed è stato rimosso dal servizio attivo. Del sottomarino Khabarovsk Progetto 09851 da 170 metr, non sappiamo praticamente nulla se non che è ritenuto simile alla classe strategica Borei Progetto 955А. Il K-141 Kursk, affondato per un tragico incidente il 12 settembre del 2000, apparteneva alla classe Oscar II.

Sottomarini classe Oscar II: Lo Standard 949AM

La scorso anno la Marina russa ha annunciato la riconversione dei sottomarini classe Oscar II per i missili da crociera supersonici 3M54 Kalibr. Il sistema d'arma Kalibr diventerà l'asset principale russo per dissuadere un potenziale aggressore nella nuova strategia deterrente non strategica. Lo standard 949AM avrà un costo di 180 milioni di dollari ad unità. Il K-132 Irkutsk, il K-442 Chelyabinsk ed il K-186 Omsk saranno i primi a ricevere presso il cantiere Zvezda, nell'Estremo Oriente russo, i sistemi missilistici Kalibr. Non saranno necessarie modifiche allo scafo. Lo standard 949AM, oltre alla maggiore capacità offensiva, prevede l'implementazione di nuovi sistemi vitali e di navigazione. I sottomarini 949AM, grazie ai nuovi lanciatori, potranno trasportare fino a 72 missili antinave Kalibr 3M54. La variante supersonica antinave ha una velocità di crociera di Mach 0,8. Tuttavia nelle fasi finali il Kalibr raggiunge Mach 3, scendendo ad una quota di avvicinamento di soli 4,6 metri. Tali caratteristiche rendono la sua intercettazione estremamente difficile.

Putin svela il Poseidon

Lo scorso primo marzo, durante l'annuale discorso alle Camere riunite dell'Assembla Federale, il Presidente Vladimir Putin ha ufficialmente confermato l'esistenza del “drone sottomarino ad alta velocità progettato per colpire sia le portaerei che le strutture costiere in grado di trasportare una testata nucleare”. “Per profondità operativa e velocità è immune all'intercettazione nemica”. Putin ha aggiunto che le prove sul reattore nucleare per alimentare il nuovo drone sono state completate lo scorso autunno. Il Poseidon è quindi un siluro radioattivo guidato da intelligenza artificiale armato con una testata nucleare di classe Megaton. Nel video in computer grafica mostrato lo scorso marzo, una coppia di Poseidon vengono rilasciati da uno speciale compartimento a prua di un sottomarino della classe Oscar II modificato. In un video in computer grafica pubblicato successivamente, un sottomarino lancia due Poseidon contro un’installazione radar costiera ed una portaerei in configurazione STOBAR, Short Take-Off But Arrested Recovery - decollo corto ma arresto assistito. Soltanto Russia, Cina ed India presentano le configurazione sui propri vettori

Il primo test

Il Poseidon/ Посейдон, precedentemente noto come Status-6 (Статус-6), nome in codice Kanyon per il Pentagono, sarebbe stato testato per la prima volta il 27 novembre del 2015 durante un’operazione segreta. Il test dovrebbe essere stato eseguito da un sottomarino classe Sarov, progetto 20120. Il Progetto 20120, ispirato progetto PL 877B, implementa una propulsione radicalmente diversa da qualsiasi altro sottomarino in servizio. Alla propulsione diesel-elettrica standard è associato un reattore nucleare ausiliario designato VAU-6, evidentemente progettato per consentire al sottomarino tempi di immersione maggiori, grazie alla fonte di energia di backup. Il B-90 deriva chiaramente dalla classe Kilo, ma è un banco di prova sperimentale per sistemi d’arma e nuovi reattori. Il Poseidon è considerata una reliquia della Guerra Fredda: è stato progettato come sistema missilistico automatico di rappresaglia da piattaforme sottomarine senza equipaggio. Il sistema d’arma è uno dei veicoli subacquei senza equipaggio sviluppati dalla Russia nel programma di sviluppo degli НПА. Un’arma nucleare strategica in grado di contaminare i target economici delle coste nemiche come le aree di pesca ed i giacimenti di petrolio offshore.

Russia: Siluro strategico radioattivo Poseidon

Costruito dal Rubin Design Bureau, il drone dovrebbe avere un’autonomia di diecimila km. Il Poseidon dovrebbe avere un diametro di 1,6 metri, una lunghezza di 24 e sarebbe in grado raggiungere una profondità operativa di mille metri. E’ alimentato da un piccolo reattore nucleare raffreddato a metallo liquido da otto Megawatt che gli consentirebbe di raggiungere una velocità di crociera di 55 km/h. Interessante il dato sulla velocità. Secondo i siti russi il Poseidon potrebbe accelerare fino a raggiungere una velocità di 185 km/h. Se tali dati fossero corretti, il sistema russo sarebbe certamente in grado di bypassare qualsiasi sistema di difesa della Nato esistente. Il siluro Mark-48, principale sistema offensivo della US Navy, ha una portata massima di 55 km ed una profondità operativa di 800 metri. Ciò significa che se il Poseidon operasse in prossimità della sua profondità massima (mille metri) alla velocità di 185 km/h, l'arma primaria della Marina Usa non potrebbe raggiungerla e distruggerla.

“La velocità massima del dispositivo gli consente di fuggire da qualsiasi siluro nemico esistente. Il drone opera in modo indipendente per velocità e manovra”. I siti specializzati russi confermano la classe Megaton per la testata. Il siluro radioattivo guidato da intelligenza artificiale è armato con una testata nucleare di classe Megaton.

“È una testata da 100 Mt con una sezione di cobalto per la massima contaminazione radioattiva di un vasto territorio”.

Lo strato di cobalto-59 alla detonazione si trasmuterebbe in cobalto-60 altamente radioattivo. A seconda della posizione e delle condizioni meteorologiche prevalenti, una tale esplosione potrebbe anche trasportare grandi quantità di radiazioni nell'entroterra. Il Poseidon potrebbe essere utilizzato per provocare particolari effetti fisici e geologici se venisse scagliato contro la costa occidentale degli Stati Uniti. Attualmente dovrebbero essere tre le piattaforme sottomarine progettato per il Poseidon. Il K-329 Belgorod Progetto 09852, evoluzione della classe Oscar II Progetto 949A, potrà trasportarne quattro. Il B-90 classe Sarov dovrebbe essere in grado di trasportarne due. Del sottomarino Khabarovsk Progetto 09851 simile alla classe Borei, non sappiamo quasi nulla. I Poseidon dormienti nelle profondità degli oceani, infine, saranno collegati a Perimeter, il sistema automatizzato russo per la rappresaglia termonucleare.

Progettato per provocare danni inaccettabili

In base alle informazioni ufficiali del Ministero della Difesa russo sappiamo che il Poseidon “è stato progettato per provocare danni inaccettabili, contaminando vaste zone costiere nemiche rendendole completamente senza vita per lunghi periodi di tempo”. Non si parla di tsunami. Numerosi siti specializati russi riportano che l’arma può essere diretta anche contro basi navali e gruppi di battaglia delle portaerei, ma lo scopo primario del sistema d'arma resta l’attacco nucleare contro le infrastrutture costiere del nemico.

Concepito per l’attacco preventivo

Si presumeva che il Poseidon della classe Ocean Multipurpose System fosse stato concepito esclusivamente per la rappresaglia. Eppure nell’approfondimento pubblicato dalla Pravda il 24 aprile scorso scrivevano: “La strategia di utilizzo dello Status-6 è diversa: il dispositivo può essere utilizzato come arma da attacco e per la rappresaglia”.

L'architettura Poseidon: l'indiscrezione di Tass

I droni senza equipaggio a propulsione nucleare classe Poseidon (Посейдон) sono ufficialmente in produzione ed inseriti nell'attuale Piano Strategico di Riarmo Statale della Russia che si concluderà nel 2027. Il sistema Poseidon dovrebbe essere inserito nella struttura di combattimento della Marina prima della fine del programma di riarmo. In realtà l’architettura Poseidon potrebbe essere sfruttata come base per una nuova famiglia di siluri ad alta velocità a propulsione nucleare. E’ la medesima tecnica adottata per la piattaforma modulare universale Armata.

Poche ore fa Tass ha confermato che saranno quattro i sottomarini vettori del Poseidon che entreranno in servizio nella Flotta del Nord e del Pacifico. Interessante un passaggio. Secondo Tass, "ogni sottomarino sarà in grado di trasportare otto siluri Poseidon, pari a 32 sistemi d'arma in servizio con la flotta". Non abbiamo conferma di tali indiscrezioni. Potrebbe trattarsi di un depistaggio o di una ipotetica capacità massima prevista solo nel Khabarovsk (sei interni e due esterni?) e nell'ultimo sottomarino, cioè proprio quello che non conosciamo. Il B-90 non potrebbe mai trasportarne otto.

I dubbi sul Poseidon

I russi hanno compiuto enormi progressi nella super-cavitazione, ma quella tecnologia è stata poi impiegata sui sistemi Shkval. I siluri Shkval sono comunque armi tattiche progettate per affondare le navi. Il Poseidon è invece un'arma nucleare strategica, ma ci si chiede come possa navigare in sicurezza a mille metri di profondità ed a quella velocità. Gli Stati Uniti, riconoscendo l’esistenza del sistema russo nella NPR 2018, dovranno concentrare risorse sufficienti per implementare nuovi ConOps (Concept of Operations) e modificare (o sviluppare) delle capacità per individuare e distruggere la minaccia russa prima che quest’ultima diventi operativa. Parliamo quindi di una efficace griglia di rilevazione (matrici acustiche e pattuglie MPA) ed una Kill Chain ridondante in grado di assicurare la distruzione dell’obiettivo in mare aperto, ponendo al riparo la costa degli Stati Uniti dalla contaminazione nucleare provocata dalla testata da 100 megatoni che armerebbe il Kanyon.

La classe Ocean Multipurpose System

Da qualche settimana i principali siti russi, parlando del Poseidon, riportano due megatoni come resa esplosiva della testata del siluro. E' un'informazione nuova e che contraddice la precedente: Mosca, infatti, ha sempre parlato di una testata da cento megatoni. Si tratta dell'ennesima svista orchestrata dal Cremlino? E' opportuno fare chiarezza. La classe Ocean Multipurpose System prevede una serie di siluri atomici ad alta velocita. Il Poseidon sarebbe il siluro da due megatoni imbarcato sui sottomarini classe Oscar II Progetto 949AM e che verrebbe indirizzato contro i gruppi da battaglia delle portaerei statunitensi. Lo Status-6/Статус-6 sarebbe invece il siluro strategico da cento megatoni ancorato nelle profondità degli oceani collegato a Perimeter: come unico obiettivo avrebbe la costa degli Stati Uniti.

Russia: siluro atomico T-15/Status-6

I russi potrebbero aver completato in segreto i progetti del fisico sovietico Andrej Sacharov, premio Nobel per la pace, che negli anni ’50 propose la realizzazione di siluri super pesanti armati con testate termonucleari da cento megatoni in grado devastare le regioni costiere degli Stati Uniti. Le idee di Sacharov, accantonate per carenza di fondi e per le limitate capacità tecnologiche dell’epoca, sono ritornate in auge tra i ricercatori e gli ingegneri del Cremlino in base alla tendenza generale rilanciata da Putin di rivedere le idee sviluppate in precedenza e mai approdate in una fase avanzata di ricerca e sviluppo.

Siluro di classe Megaton T-15

Lungo 24 metri e con un diametro di 1,5 metri, il progetto T-15 (rimasto sulla carta) avrebbe avuto un raggio utile stimato di 50 chilometri per una velocità massima di 29 nodi. Pesante 40 tonnellate, il siluro da 1550 millimetri sarebbe stato armato con una testata termonucleare da 100 megatoni da quattromila kg. Sakharov aveva progettato il T-15 per “distruggere gli obiettivi costieri con tsunami generati attraverso l’esplosione nell’acqua della testata di classe Megaton”. Il T-15 sarebbe stato trasportato dai sottomarini a propulsione nucleare classe November Progetto 627, inizialmente concepiti proprio come vettori del sistema d’arma di classe Megaton. I 627 sarebbero stati armati con due tubi lanciasiluri da 533 mm per l’autodifesa ed uno da 1550 mm per lanciare il singolo T-15 trasportato a bordo. A causa della sua dimensioni, il T-15 avrebbe occupato il 22 per cento della lunghezza totale del sottomarino. La configurazione standard dei November, chiuso il progetto T-15, avrebbe poi previsto otto tubi lanciasiluri da 533 mm. Fino a poco tempo fa credevamo che le teorie di Sakharov sul T-15 fossero rimaste sulla carta.

La teoria alla base degli tsunami radioattivi: armare le onde

Non esiste oggi un solo dispositivo realizzato dall’uomo in grado di generare devastanti tsunami che possano spazzare via le città costiere. Molto spesso si ignora, infatti, che madre natura è molto più distruttiva dell’uomo. Basti pensare che il terremoto di magnitudo 9.0 che nel 2011 ha colpito le coste del Giappone ha rilasciato un equivalente in TNT di 480 megatoni di energia. La Tsar Bomba, il più potente dispositivo all'idrogeno mai sperimentato dall'uomo, ha una resa esplosiva di “appena” 50 megatoni. Al riguardo sarebbe opportuno leggere le conclusioni del manuale Handbook of Explosion-Generated Water Waves del 1968. Dieci anni prima gli Stati Uniti effettuarono una serie di test nucleari sottomarini nel Pacifico nell’operazione denominata Hardtack I.

"In molti casi la maggior parte dell'energia delle onde viene dissipata rompendosi sulla piattaforma continentale. Gli studi teorici e sperimentali hanno evidentaziato il basso potenziale delle grandi esplosioni per generare grandi esplosioni".

Tali sistemi d'arma non hanno l'obiettivo e la potenza di generare devastanti tsunami (parte dell'energia si disperebbe nelle profondità del mare irradiandosi in tutte le direzioni ed avrebbe poco senso), ma di contaminare vaste zone costiere nemiche rendendole completamente senza vita per lunghi periodi di tempo. In ogni caso si avrebbe una frazione del danno che la stessa arma nucleare scatenerebbe se venisse sganciata sopra il bersaglio.

Quell'editoriale scritto solo in lingua russa

Il 24 aprile dello scorso anno furono pubblicati due misteriosi editoriali su Pravda sui droni sottomarini nucleari russi in via di sviluppo. Il primo recitava testualmente “Нужен только приказ: ядерное супероружие готово к применению” che potremmo tradurre come "Solo l'ordine è necessario: la superarma nucleare è pronta per l'uso". E’ il titolo del secondo articolo ad essere ancora più esplicito: “Торпеда судного дня" уже ждет сигнала у берегов США” che potremmo tradurre letteralmente come “Il siluro del Giorno del Giudizio sta già aspettando un segnale al largo della costa degli Stati Uniti”. Come spesso capita in questi casi, gli approfondimenti specifici sui nuovi sistemi d’arma russi non sono tradotti in altre lingue. Il sito della Pravda può essere consultato anche nella sua versione inglese, ma i due articoli figurano soltanto in lingua originale. Al di là della propaganda, i due editoriali svelano il reale impiego del siluro Status-6: provocare particolari effetti fisici e geologici nella costa occidentale degli Stati Uniti.

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