Reddito, arriva la regola "anti divano"

Reddito, arriva la regola anti divano
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13 Gennaio Gen 2019 3 giorni fa

Dopo un anno basterà un lavoro rifiutato per perderlo. E ogni «no» costerà

Roma - Sul reddito di cittadinanza il governo continua a fare molta confusione. A quattro giorni dal Consiglio dei ministri che dovrà varare il decreto istitutivo del sussidio e del pensionamento con «quota 100», non sono ancora definite platea, modalità di erogazione e penalizzazioni eventuali.

Un aggiornamento previsto dall'ultima bozza riguarda l'obbligo di accettazione della «prima offerta utile di lavoro congrua» che arriva dopo un anno di percezione del reddito pena la perdita del sostegno. In pratica, il sussidio decade non solo per chi «rifiuta una offerta congrua dopo averne già rifiutate due» ma anche per chi «rifiuta un'offerta congrua dopo il dodicesimo mese di fruizione del beneficio, indipendentemente dal numero di offerte precedentemente ricevute». È molto probabile, quindi, che alla fine basti una proposta rifiutata per perdere l'integrazione al reddito, visto anche il sostanziale immobilismo nella ricerca di una occupazione registrata con il Rei, che prevede a sua volta un percorso di reinserimento al lavoro. Né si può trascurare che, in questo modo, si registrerebbe un risparmio considerevole sullo stanziamento di 6,1 miliardi previsto per il reddito.

Occorre ricordare che per offerta congrua si intende un lavoro entro i 100 chilometri dalla residenza nei primi 6 mesi di percezione del reddito, che salgono a 250 chilometri superati i sei mesi. Oltre i 18 mesi, per chi quindi ottiene un rinnovo del beneficio, è considerata congrua una offerta di lavoro «ovunque nel territorio italiano», in caso in famiglia non ci siano né minori né disabili. Lo Stato, è il ragionamento del governo, «dà la possibilità di rifiutare la prima offerta ma poi penalizza». L'obiettivo è fare in modo che «le offerte di lavoro arrivino in tempi brevi», spiegano fonti di governo, e «se qualcuno lavora in nero, viene scovato subito». Possibile, quindi, che si introducano penalità anche per chi rifiuta la prima offerta, mentre sono previsti incentivi inoltre per chi accetta di spostarsi. La bozza prevede tre mesi di sussidio come «compensazione per le spese di trasferimento», ma voci di palazzo lasciano intendere che si possa «arrivare anche fino a 12 mensilità».

La confusione, come detto, è molta: l'ultimo aggiornamento prevede che l'Inps potrà scrivere ai potenziali destinatari del reddito di cittadinanza, per avvisarli che ne hanno diritto. Tra le ultime novità la possibilità di usufruire di «misure agevolative per l'utilizzo di trasporti pubblici, di sostegno alla casa, all'istruzione e alla tutela della salute». La social card del reddito consentirà, infine, di effettuare un bonifico per pagare l'affitto. Tra i nodi da sciogliere gli interventi per famiglie numerose e disabili: la Lega non si accontenta dell'integrazione per 260mila pensioni di invalidità.

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