«Sfera Ebbasta istiga all'uso di droga»

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13 Gennaio Gen 2019 4 giorni fa

Grazie all'esposto di due senatori di Forza Italia fascicoli aperti in diciotto procure

Nino Materi

Questa storia del trapper Gionata Boschetti - in arte («arte» si fa per dire) Sfera Ebbasta - indagato dalla Procura di Pescara per «istigazione all'uso di sostanze stupefacenti», è tragicomica. Tragica perché il nome e la faccia di questo tizio rimarranno per sempre legati al dramma in cui la notte tra il 7 e l'8 dicembre persero la vita, travolte dalla calca dopo il cedimento di un muretto, sei persone (cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni, e una madre che accompagnava la figlia nella discoteca Lanterna Azzurra a Corinaldo, dove il «tizio» si sarebbe dovuto esibire); comica perché non ha presupposti giuridico pretendere di perseguire penalmente un artista per il contenuto dei testi delle sue opere. Lo scrittore che racconta in un romanzo le gesta di un pedofilo o di un personaggio che si toglie la vita non potrà mai essere accusato di spingere i lettori all'abuso sessuale sui minori o al suicidio. Al pari i testi volgari e deliranti di un tizio come Sfera Ebbasta non possono essere tacciati di indurre al consumo di droga. La vera condanna per un tizio come Gionata Boschetti dovrebbe essere l'assoluto oblio. E ciò per il solo fatto che le sue «canzoni» fanno semplicemente schifo. Punto Ebbasta. Invece la realtà è diversa: il tizio è infatti un idolo dei giovanissimi e questo dovrebbe far riflettere tutti. A cominciare dai firmatari dell'esposto - i senatori di Forza Italia, Lucio Malan e Massimo Mallegni - che hanno fatto aprire fascicoli d'inchiesta in ben 18 procure, vale dire quelle competenti per territorio nelle città in cui il trapper si è esibito nel suo tour per discoteche. A rivelare l'indagine è stato il quotidiano Il Centro, giornale di Pescara città anch'essa tappa (esattamente il 12 luglio) dello show di Sfera Ebbasta «acclamato da un pubblico in delirio», come riferiscono a suo tempo le cronache locali. I due senatori - in punta di fatto e di diritto - sostengono che, oltre a «frequenti oscenità», i testi delle canzoni di Sfera Ebbasta «si riferiscono pressoché tutti all'uso di droghe e spesso al loro spaccio, senza mai accennare alle negatività di tali pratiche, anzi prospettando tale stile di vita come simbolo di successo». «Poco importa che il signor Boschetti faccia o no uso di droga - scrivono Malan e Mallegni - il personaggio che appare pubblicamente propone il consumo di droga sotto varie forme, e peraltro anche la guida sotto l'effetto di alcoolici e stupefacenti come modello positivo. La nostra opinione è che la legge punica proprio a questo tipo di comunicazione, a maggior ragione quando si rivolge a giovani e giovanissimi, persino bambini che, si vede in video postati dal cantante su Instagram, conoscono a memoria le sue canzoni».

«Al termine della fase istruttoria - sottolinea Il Centro -, il procuratore di Pescara, Massimiliano Serpi, è possibile che decida di ascoltare lo stesso trapper». Sempre ammesso che il tizio sia in grado di farsi capire, esprimendosi nel suo italiano «stupefacente».

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