Ultrà, burqa e una coppetta da terzo mondo

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13 Gennaio Gen 2019 8 giorni fa

di Tony Damascelli

N on sai bene da dove incominciare. Dal calendario e dagli orari di coppa Italia? Dalla supercoppa a Gedda? Dall'Osservatorio del Viminale? Tutta roba del nostro football. Non è bastata la commedia del contratto con Dazn, un disservizio puntale che non può interessare chi ha già incassato il dovuto. Ma vengo a questa coppa Italia, una ciofeca spacciata per torneo tricolore. Il sorteggio ha offerto l'illogico calendario che vede i piccoli club giocare fuori casa, così il Novara si è concesso vacanze romane, l'Entella lo imiterà con la Roma e il Benevento affronta l'Inter nello stadio vuoto e silenzioso, per squalifica. Se ci fosse stato un criterio normale e commerciale, il Novara, l'Entella e il Benevento avrebbero ospitato le tre grandi di serie A con pubblico e incasso garantito. Ma è chiedere troppo a chi non ha proprio idea del football.

In attesa dei burqa di Gedda il manipolo di ultras laziali si è fatto riconoscere con i cori e gli insulti ai romanisti e alla polizia. Nulla di nuovo sotto il sole, appelli, indignazione, denunce, durano lo spazio di un telegiornale, quindi si torna in discarica e si trovano anche complici della ciurma. Segnalo come barzelletta del giorno la dichiarazione del capo degli Irriducibili laziale che si è detto ormai «stufo». In lingua italiana trattasi di ossimoro, delle due l'una, o non si arrendono mai o sono già alla resa.

Per restare nel tema, la prossima partita di campionato tra Genoa e Milan, prevista per l'ora serale, è stata anticipata al pomeriggio, ore quindici, per rischi di disordini e affini, dimenticando i trascorsi diurni, con morto appresso, tra le due spettabili tifoserie. Genoa e Milan, come Juventus e Chievo verranno giocare lunedì, poiché Milan e Juventus saranno reduci dalla finale di supercoppa a Gedda, mercoledì. Il viaggio è lungo, non in terza classe fumatori, ma i ragazzi abbisognano di riposo. In Champions non accade, però, che chi è costretto a giocare con il Qarabag (da Roma 5 ore di volo) chieda poi di posticipare il successivo impegno di campionato. Proseguo appunto sulla grande organizzazione italiana. Ieri la coppa in casa, quindi viaggio in Arabia, poi rientro in Italia. Non si poteva giocare prima a Gedda e poi, definitivamente, al gelo dei nostri campi? Mi rendo conto che questa soluzione avrebbe comportato una riunione dei vertici istituzionali insieme con i titolari dei vari diritti televisivi. Dunque meglio procedere secondo usi e scostumanze nostrane. Un bell'applauso.

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