Battisti, la vedova dell'agente Dionisi: "Ora prendete tutti i latitanti"

Battisti, la vedova dell'agente Dionisi: Ora prendete tutti i latitanti
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14 Gennaio Gen 2019 14 gennaio 2019

Mariella Magi Dionisi, vedova di Fausto Dionisi, ucciso a Firenze il 20 gennaio 1978 dai terroristi di Prima Linea, si augura che quello di Battisti sia solo il primo di una lunga serie di arresti

A parlare dell'arresto di Cesare Battisti, ora è Mariella Magi Dionisi, vedova dell'agente di Polizia Fausto Dionisi. Il poliziotto venne ucciso a Firenze il 20 gennaio 1978 dai terroristi di Prima Linea.

"Rallegramenti a tutte le forze dell'ordine italiane che hanno lavorato bene e all'unisono per garantire la cattura del terrorista latitante Cesare Battisti, condannato all'ergastolo per quattro omicidi negli anni Settanta. Condividiamo appieno il pensiero del capo dello Stato Sergio Mattarella che ha chiesto che sia garantito che 'Battisti sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all'estero'. Veri e propri latitanti d'oro, che per anni hanno goduto - a differenza delle famiglie delle vittime con mogli rimaste vedove e piccoli figli orfani - di protezioni politiche e omertà da diversi settori della società".

Uquesto il messaggio della vedova di Dionisi, oggi presidente dell'Associazione Memoria che ha lo scopo di riunire le i parenti delle forze dell'ordine e della magistratura uccisi per mano di terroristi. "Il caso Battisti è uno, ma ci sono tanti altri assassini ancora in giro all'estero. L'ingiustizia più grande è che ai terroristi è stata concessa l'occasione di costruirsi una nuova vita, mentre per quanti sono stati uccisi non c'è stata una seconda opportunità" ha continuato la donna.

E infine, Magi Dionisi ha concluso: "Confidiamo nel fattivo impegno dei Ministri della Giustizia Alfonso Bonafede e dell'Interno Matteo Salvini per arrivare a tale traguardo, ormai atteso da molti da oltre 40 anni, perché in Italia, è bene ricordarlo, la giustizia non è punitiva ma rieducativa".

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