Gli azzurri pronti a stanare il Carroccio

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14 Gennaio Gen 2019 3 giorni fa

Zangrillo in pressing: «Basta nascondersi dietro l'analisi costi-benefici»

Fabrizio de Feo

Roma Basta tentennamenti, ritardi, ostacoli e dubbi su un'opera strategica come la Tav. Non può essere un referendum a togliere le castagne dal fuoco, è responsabilità del governo prendere una decisione definitiva, preservando il presente e il futuro del nostro Paese.

Forza Italia ribadisce la sua posizione pro-Grandi Opere e mette il dito nelle contraddizioni governative. Sulla Tav «la Lega dovrebbe avere il coraggio di imporla, oppure di far cadere il governo. Non può stare contemporaneamente con il diavolo e con l'acqua santa. E il referendum sarebbe soltanto una perdita di tempo e di soldi pubblici» dichiara il vicepresidente di Fi, Antonio Tajani al Corriere della Sera. «La Lega sia chiara: va fatta o no? Altrimenti vuol dire che è interessata soltanto a un accordo di potere con il M5s, in puro stile Prima Repubblica. Basta con le prese in giro. La Tav rappresenta un simbolo indispensabile della crescita, del collegamento dell'Italia all'Europa e di una politica per le infrastrutture industrial-commerciali rispettosa dell'ambiente. Senza contare che sospendere i lavori comporterebbe lo stesso costo che completarli e cancellerebbe migliaia di posti di lavoro».

Maurizio Gasparri sposta il focus sulla prospettiva parlamentare. «La Tav si farà. Non servono referendum. L'Italia ha sottoscritto trattati internazionali che soltanto il Parlamento potrebbe revocare. E questi trattati ci impegnano a realizzare la Tav. E siccome in Parlamento non ci sono i numeri per bocciare questa opera, la questione è già risolta. Non crediamo del resto che la Lega in Parlamento potrebbe unire i propri voti a quelli dei grillini per bloccare quest'opera». Parlamento a cui guarda anche il Pd pronto a depositare una mozione che impegna il Governo a procedere, in tempi brevi, alla prosecuzione dei lavori.

Paolo Zangrillo, coordinatore in Piemonte e capogruppo azzurro in Commissione Lavoro alla Camera, da tempo invita il governo a smetterla di nascondersi dietro l'analisi costi-benefici e prendere una decisione. «Siamo gli unici che da vent'anni abbiamo una posizione chiara. Berlusconi ha portato l'Alta Velocità in Italia e istituito l'Osservatorio per ascoltare le ragioni delle varie comunità. Tra 4 mesi si voterà in Piemonte. Non serve un referendum. La vittoria del centrodestra - visto che Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia sono schierate per il Sì - sarebbe il miglior referendum possibile. Non c'è bisogno di sperperare soldi pubblici». E una sferzata alla Lega era arrivata anche dalla presidente dei senatori azzurri Anna Maria Bernini. «Va bene la Lega in piazza ma dovrà dire sì Tav anche a Palazzo Chigi. L'Italia deve guardare avanti, non può restare fuori dall'Europa ed essere esclusa dai corridoi europei e internazionali che dalla Cina arriveranno a Lisbona».

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