L'ex Br ora attacca Salvini: "Su Cesare Battisti una barbarie giuridica"

L'ex Br ora attacca Salvini: Su Cesare Battisti una barbarie giuridica
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14 Gennaio Gen 2019 14 gennaio 2019

L'ex Br Paolo Persichetti contro la gestione del caso Cesare Battisti: "Salvini ha già ha deciso che 'non avrà benefici'. Una barbarie giuridica"

Paolo Persichetti, ex brigatista, ha condiviso una parte dell'"esilio" di Battisti a Parigi. E nel giorno dell'arresto del terrorista dei Pac, condannato per 4 omicidi e da 37 anni latitante in giro per il mondo, considera il suo arrivo in Italia una "barbarie". Il saggista e sociologo, ex membro della colonna romana delle Br, condannato a 22 anni di carcere, parla all'Adnkronos e definisce "un trofeo esibito" il corteo all'aeroporto di Ciampino con Salvini e Bonafede ad attendere il fuggitivo ormai in gabbia.

Secondo Persichetti, la vicenda di Battisti sarebbe macchiata da una serie di "barbarie" giuridiche. Sia sulla sua estradizione verso l'Italia, sia sulla detenzione che attende l'ex Pac nelle patrie galere. "Nel caso Battisti la Bolivia non ha esercitato nemmeno la sovranità più elementare - dice l'ex Br - neppure ha provato a salvare le apparenze pretendendo una formale richiesta di estradizione dall'Italia. Il 'compagno' Morales lo ha semplicemente rispedito in Italia al di fuori di ogni regola". Non solo. Come racconta a Mia Grassi dell'Adnkronos, l'Italia non rifarà "un nuovo processo, come pure avevano assicurato alla Francia quando ne chiedevano l'estradizione, né gli faranno scontare 30 anni, come da accordi presi con il Brasile. Qui Battisti si farà l'ergastolo". Poi l'affondo contro Salvini: "Violando tutti i principi di separazione dei poteri - attacca Persichetti - da ministro dell'Interno già ha deciso che 'non avrà benefici'. Una barbarie giuridica, peraltro applaudita da buona parte della sinistra. Stiano attenti quelli che plaudono a violazioni di una tale portata, però, perché poi si arriva anche a loro".

Il "soccorso rosso" a favore di Battisti era già arrivato ieri, quando da alcuni ambienti iniziò a circolare l'ipotesi di richiedere l'amnistia per Battisti. I parenti delle vittime chiedono però la mano ferma ed è quello che ha promesso il governo. Ma c'è chi non si rassegna all'idea dell'ex terrorista dei Pac che sconta la sua condanna dietro le sbarre. "Battisti viene descritto come l'eterno latitante, l'uomo in fuga, ma in realtà si è sempre avvalso delle prerogative sovrane degli Stati che lo hanno ospitato - sostiene l'ex Br - È sempre stato nella legalità in Francia, in Brasile, perfino in Bolivia, dove aveva chiesto asilo. I periodi di latitanza effettiva si riducono di fatto a quell'anno e mezzo prima che lo arrestassero in Brasile. Anche l'accesso illegale a La Paz è opinabile perché lui aveva con sé il documento brasiliano per i residenti esteri, riconosciuto in molti paesi dell'America latina".

Per Persichetti, quello di Battisti sarebbe stato un "esilio" tutt'altro che dorato. "Lo hanno descritto come uno che si godeva la vita, la bella gente... - dice - Ma Battisti viveva in una soffitta e faceva il portiere. Lavorava in un sottoscala dove c'era un computerone su cui scriveva, però nell'immaginario era uno che viveva nei salotti francesi. Ha pensato di salvarsi con la scrittura ed è finito intrappolato nella figura dell'intellettuale da salotto". E ancora: "L'esilio è una vita dura, è la vita del sans papier, con la differenza che loro c'hanno la pelle di un altro colore e questo li espone a maggiori controlli della polizia. Nessuna assistenza sanitaria, niente soldi... ti devi arrangiare, sbarcare il lunario, e lui aveva sublimato imparando il mestiere dello scrivere, e poi è rimasto vittima del personaggio". Ecco perché, lanciando lanciando quello che sembra l'ennesimo affondo contro Salvini, l'ex Br è certo che "dicono è finita la pacchia, ma non sanno di cosa parlano".

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