«Non è una cura agisce sui sintomi»

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17 Gennaio Gen 2019 17 gennaio 2019

Per capire meglio a cosa serva (e a cosa no) la crioterapia, abbiamo parlato con Giovanni Lombardi, ricercatore del laboratorio di biochimica sperimentale e biologia molecolare dell'istituto Galeazzi di Milano e autore di uno studio sugli effetti del freddo sulla fibromialgia.

Dottor Lombardi, come mai gli ospedali italiani non sono ancora dotati di impianti per la crioterapia?

«Il trattamento non è riconosciuto dal Sistema sanitario. Non possiamo ancora parlare di una terapia curativa ma di una stimolazione mirata ad alleviare i sintomi di alcune patologie che tuttavia non è ancora inserita fra le terapie del dolore».

Ci sono controindicazioni?

«Sì, è sconsigliata a chi soffre di problemi cardiovascolari, ma solo in via precauzionale. Gli effetti collaterali sono più che altro psicologici, soprattutto per chi soffre di claustrofobia. Non va bene nemmeno per chi ha una ferita aperta. In ogni caso, prima di sottoporre il paziente a una criosauna o a una criocamera, vengono misurati i suoi parametri vitali per non correre rischi inutili. Molti non resistono tre minuti a quelle temperature».

Cosa provoca il freddo?

«Provoca una reazione del corpo molto simile a quella provocata dallo sforzo fisico: stimola l'adrenalina, attiva un consumo di energia molto forte e stimola il sistema nervoso simpatico».

Per questo viene utilizzata a fini estetici? Ma fa effetto anche per il dimagrimento e per il ringiovanimento?

«Il freddo crea una vasocostrizione. Quando si esce dalla sauna c'è quindi una vaso dilatazione reattiva e questo permette di drenare le tossine accumulate sul derma, diminuendo ad esempio la cellulite. Ma da qui a dire che è un trattamento efficace e duraturo ne passa. In ogni caso servono vari cicli di sedute e non una soltanto».

Contro i tumori serve?

«Non c'è nessuna indicazione scientifica in oncologia. La crioterapia a livello sistemico può però essere una terapia adiuvante, in più rispetto alle cure ufficiali».

Il suo studio ha rilevato risultati buoni contro la fibromialgia.

«Sì, consideriamo che non si conosce la causa della malattia e di solito alla diagnosi si arriva per esclusione. Però l'analisi dei dati clinici al poliambulatorio Bongi di Orzinuovi (Brescia), l'unico in Italia a utilizzare una crio camera, testimonia un miglioramento in molti pazienti dopo una decina di sedute. E questo significa poter ridurre l'uso di farmaci».

Su quali altre patologie fa effetto?

«Sulla lombalgia, le malattie autoimmuni, le artriti reumatoidi. Ed è molto utilizzata contro le infiammazioni, per trattare i traumi degli atleti e agevolare il loro recupero. C'è qualche evidenza anche sulla sclerosi multipla e va bene per trattare le para paresi spastiche».

MaS

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