Tumori, firma molecolare per prevenire quello al seno

Tumori, firma molecolare per prevenire quello al seno
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17 Gennaio Gen 2019 17 gennaio 2019

Il tumore al seno può essere contrastato da una firma molecolare: ecco la scoperta di alcuni studiosi che potrebbe evitare nei casi non necessari la chemioterapia

Dei geni potranno permettere di stabilire chi non ha bisogno della chemioterapia per il tumore al seno.

Si tratta di una scoperta interessante, quella di una firma molecolare che può predire l’evoluzione di un tipo di cancro al seno, che prende il nome di Luminal B. La prospettiva giunge dal Dipartimento di oncologia sperimentale dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) ed è stata pubblicata da “Cell Reports”: un gruppo di ricercatori ha trovato un set di geni che possono permettere ai medici di identificare le pazienti che non hanno bisogno della chemio, perché avranno una prognosi favorevole.

Si è partiti in pratica dalle cellule staminali del cancro. "Le staminali del cancro - ha chiarito Pier Giuseppe Pelicci, direttore della ricerca Ieo e professore all'Università statale di Milano - le cellule madri della malattia, sono anche responsabili della sua ripresa, la recidiva, e della diffusione del tumore nell'organismo - le metastasi - e sono da più di dieci anni al centro della nostra ricerca. Nel 2009 abbiamo scoperto il meccanismo biologico di duplicazione di queste cellule (la divisione simmetrica) e come bloccarlo con farmaci specifici. Oggi abbiamo scoperto che, sorprendentemente, le cellule cancerose prodotte dalle staminali, che formano la maggior parte del tumore, possono a loro volta ri-trasformarsi in staminali. Quindi, le cellule staminali del cancro hanno imparato sia come generarsi che come ri-generarsi”.

Le condizioni non si presentano possibili nella stragrande maggioranza dei tumori, ma i medici sono ottimisti. In altre parole questo è solo un punto di partenza, ma è importante per frenare la progressione del cancro e anche di evitare la sofferenza che la chemioterapia comporta alle pazienti che non ne hanno bisogno, in particolare dopo la chirurgia.

"La nuova firma molecolare che abbiamo scoperto - ha spiegato continua Thalia Vlachou, primo autore del lavoro insieme alla collega Angela Santoro - è composta dai 189 geni regolati dai due geni registi P53 e Myc. I tumori che hanno un'alta espressione di questa firma molecolare avranno una prognosi più sfavorevole perché le cellule cancerose ri-genereranno altre staminali e il tumore continuerà a crescere, mentre i tumori che hanno una bassa espressione cresceranno meno o non cresceranno per niente, e dunque potrebbero non essere trattati. I nostri risultati si basano sull'analisi di database clinici internazionali che riguardano i tumori del seno Luminal B, un tipo molto diffuso, circa il 40% di tutte le neoplasie della mammella, e che colpisce prevalentemente le giovani donne. La maggior parte di queste pazienti vengono trattate con chemioterapia, anche se probabilmente molte di loro non ne avrebbero bisogno".

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