Yogurt, i probiotici al suo interno prevengono le malattie gengivali

Yogurt, i probiotici al suo interno prevengono le malattie gengivali
Inside Over
18 Gennaio Gen 2019 18 gennaio 2019

I probiotici contenuti nello yogurt e nel latte fermentato aiutano a prevenire e a contrastare l'insorgere di malattie gengivali, oltre a essere molto utili nel trattamento di disturbi del tratto intestinale

Lo yogurt e il latte fermentato sono ricchi di probiotici, ovvero di batteri buoni, che possono essere un valido aiuto nel prevenire e contrastare l'insorgere di malattie gengivali, come gengivite e parodontite. A sostenerlo è il vicepresidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), Nicola Marco Sforza. Secondo Sforza, i probiotici contenuti nello yogurt vanno a contastare la proliferazione di batteri, che è la causa principale della comparsa dei disturbi gengivali.

I probiotici sono appunto dei microrganismi presenti in grande quantità nello yogurt e nel latte fermentato e sembrano essere davvero benefici per l'organismo umano: da tempo, infatti, è ben nota la loro funzione di protezione dell'intestino. Il Lactobacillus e il Bifidobacterium sono le tipologie di probiotici più comuni e usati per il trattamento di alcuni disturbi tipici dell'intestino, come la diarrea.

Ora, stando ad alcuni recenti studi e alle ricerche della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia, pare che l'uso di probiotici possa essere davvero benefico per le persone che soffrono di disturbi gengivali. Gli studiosi hanno scoperto, infatti, che la presenza di molti lactobacilli nella bocca e nel cavo orale diminuisce l'insorgenza di malattie parodontali. Ricerche successive e più approfondite hanno, poi, permesso di scoprire che i lactobacilli contenuti nei probiotici dello yogurt svolgono addirittura un'azione di contro bilanciamento dei microbi, che sono la causa delle malattie parodontali, dovute alla placca nel cavo orale.

Questi batteri buoni dello yogurt, dunque, hanno una doppia azione positiva per la salute dell'uomo, in quanto, come afferma il dott. Sforza: "Da un lato inibiscono la proliferazione di batteri anaerobici che provocano malattie parodontali, dall'altro, invece, riescono a modulare le difese immunitarie dell'ospite riducendone la suscettibilità a questi microrganismi patogeni". Al momento, comunque, non è ancora possibile quantificare e definire dettagliamente gli effetti positivi dell'uso di questi batteri, poichè sono necessari degli studi a lungo termine.

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