Il Romanticismo tedesco secondo Lonquich

Il Romanticismo tedesco secondo Lonquich
Inside Over
31 Gennaio Gen 2019 31 gennaio 2019

Il pianista-direttore alla testa della Verdi, che eseguirà due capolavori di Schubert e Schumann

Tempo di Romanticismo, musica maestro: da oggi all'Auditorium di largo Mahler parte una «tre giorni» dedicata ad alcuni grandi dell'Ottocento musicale, agli eccezionali eredi della rivoluzione beethoveniana. Ovvero Franz Schubert e Robert Schumann, cuori pulsanti della corrente di quel periodo in Germania. Notevole programma.

A loro e alla loro inquieta genialità si rivolge Alexander Lonquich, uno dei più acclamati pianisti della sua generazione: sarà in scena stasera (ore 20.30), domani (alle 20) e domenica pomeriggio alle 16, nella doppia veste di direttore e solista. Il musicista tedesco affronta insieme all'Orchestra Verdi due tra le più evocative composizioni di quella stagione dorata, veri e propri capisaldi del repertorio sinfonico e concertistico. Vediamo.

In apertura il «Concerto per pianoforte e orchestra in la minore op.54» di Schumann, che racconta in musica la grande storia d'amore con sua moglie Clara, acclamata pianista che ne eseguì sia la prima versione ridotta del 1841 che quella completa del 1845. Questo fu anche il primo e l'unico concerto firmato dal compositore che aveva scritto principalmente per pianoforte, dedicandosi anche alla trascrizione di alcune delle opere per pianoforte di Schubert, che egli ammirava immensamente. E proprio a Schumann si deve la riscoperta dell'altro capolavoro che verrà proposto: la «Sinfonia n.9», conosciuta come «La Grande» di Franz Schubert, composizione che il genio viennese in vita non ebbe la gioia di sentire eseguire. Solo grazie all'interessamento di Schumann la sinfonia fu eseguita per la prima volta nel 1839 al Gewandhaus di Lipsia, diretta da Felix Mendelssohn, ottenendo da subito un successo. E ora gran finale, col profilo del protagonista in scena.

Il pianista-direttore: Alexander Lonquich, nato a Trier, in Germania, nel 1977 ha vinto il Primo Premio al Concorso Casagrande dedicato proprio a Schubert. Da allora ha tenuto concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei. A partire dal 2014 è pure direttore dell'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza. Ha anche creato nella propria abitazione fiorentina, assieme alla moglie Cristina, Kantoratelier, un piccolo spazio teatrale dove le materie a lui care - psicologia, musica e teatro - vengono approfondite grazie a laboratori, seminari e concerti.

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