Pd, corsa a 3: Zingaretti, Martina e Giachetti

Pd, corsa a 3: Zingaretti, Martina e Giachetti
Inside Over
3 Febbraio Feb 2019 03 febbraio 2019

Alla convenzione del Pd comunicati i risultati del voto dei circoli: Nicola Zingaretti ha ottenuto il 47,38%, seguito da Maurizio Martina con il 36,10% e da Roberto Giachetti con l'11,13%

Alla fine le previsioni sono state rispettate. La sfida per la segreteria del Pd sarà una corsa a tre con Nicola Zingaretti favorito per la vittoria finale.

All'apertura dei lavori della convenzione del Pd all'hotel Ergife, Gianni Dal Moro, presidente della commissione nazionale per il Congresso del Pd, ha comunicato i risultati del voto tra gli iscritti al partito. Il governatore del Lazio Zingaretti ha ottenuto il 47,38% (89mila 918 preferenze), seguito dall'ex segretario Maurizio Martina con il 36,10% ( 67 mila 749 voti) e da Roberto Giachetti che ha preso l'11,13% (20.887 voti). Fuori dalla corsa Francesco Boccia che ha racimolato solo il 4,02% (7 mila 537), Dario Corallo ha preso lo 0,67% (1.266 preferenze) e Maria Saladino che ha ottenuto solo 0,7% (1.315 voti)."La commissione nazionale, all'unanimità, ha approvato i seguenti dati: 5 mila 693 il numero di congressi in Italia e all'estero, coinvolti 6 mila 300 circoli, il numero di iscritti certificati che avevano diritto al voto è stato di 374 mila 786, il numero di iscritti che si sono recati al voto è stato di 189 mila 101, il 50,46% degli aventi diritto", ha dichiarato il deputato Dal Moro.

Le reazioni degli sfidanti

Zingaretti, nel corso del suo intervento, ha voluto smentire ogni ammiccamento verso i grillini:"Mi sono perfino stancato e lo trovo umiliante, continuare a dire che non intendo fare nessuna alleanza e nessun accordo con i 5 stelle. Io li ho sconfitti due volte e imparassero a sconfiggerli pure loro quelli che mi accusa di questo". E ha aggiunto: "Se elettorato della lega è un elettorato unito dall'odio, c'è un elettorato dei 5 stelle, non i vertici, che è un coacervo di spinte diverse fatto da donne, uomini, pensionati, giovani che erano nostri elettori e noi non possiamo permetterci di non recuperare quei voti. Piantiamola con le caricature, io non le faccio sugli altri. Perchè altrimenti è come la fine di War Games: fine del gioco". Martina, invece, ha abbracciato apertamente l'iniziativa dell'ex ministro Carlo Calenda che definisce "un punto di avanzamento della nostra proposta europea, decisiva per noi che vogliamo una alternativa insieme alle persone e alle energie di chi coglie l'urgenza di una reazione". Per quanto riguarda il ritorno dei bersaniani e dei dalemiani in caso di vittoria di Zingaretti ha dichiarato: "Alle primarie vengano gli elettori del Pd, le primarie non sono un autobus per qualcun altro. Vengano tutti gli elettori del Pd, quelli che ci saranno anche domani al di là del segretario che vincerà". Il terzo arrivato, Giachetti, ha rivolto un messaggio a chi, dopo aver governato con Renzi, ha deciso di appoggiare Zingaretti: "Dico a Gentiloni, Franceschini, Minniti, Madia e tutti gli altri: il lavoro che servirebbe a questo Paese non è il lavoro di Roberto Giachetti ma è il vostro. La nostra mozione è innanzitutto la voglia di rivendicare il lavoro che voi avete fatto nei 5 anni passati che non sono da cancellare. Non stavamo noi al governo? Non eravamo noi a sedere al Cdm? Abbiamo fatto riforme che resteranno nella storia di questo Paese e noi vogliamo andare avanti nella strada che voi avete tracciato, quella che la mozione che appoggiate". E ha aggiunto: "Vogliamo dirci che quando parliamo di alleanze facciamo rientrare quelli che ci hanno distrutto per 5 anni? Senza di noi. Abbiamo perso perché il racconto delle cose che abbiamo fatto noi era peggio di quello che facevano i nostri avversari. I comitati per il No al referendum non li hanno fatti Salvini e Grillo, ma Massimo D'Alema, che brindava con Speranza".

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