Farmaci scaduti: li usa metà degli italiani

Farmaci scaduti: li usa metà degli italiani
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7 Febbraio Feb 2019 07 febbraio 2019

I farmaci scaduti vengono utilizzati da tantissimi italiani. Non tutti perdono in efficacia o sono nocivi: ecco quali non dovrebbero presentare problemi

Quando scadono i farmaci, si possono ancora utilizzare?

La comunità scientifica appare divisa su quest’interrogativo, ma resta una certezza attualmente: quasi la metà degli italiani - il 48% - vi ricorre, come attesta una ricerca di Altroconsumo, anche se le ragioni di questa abitudine possono essere differenti da persona a persona. Ci sono però delle accortezze che possono essere adottate - sempre che l’utilizzo di medicinali scaduti non sia dovuto a distrazioni, leggerezza o dimenticanze.

I farmaci che potrebbero non dare problemi a essere utilizzati dopo la scadenza sono antinfiammatori, antistaminici e antidolorifici - ma il loro effetto potrebbe risultare ridotto o nullo, tutto dipende dalla tipologia e da quanto tempo sono scaduti.

Sicuramente non si possono assumere invece i medicinali salvavita e gli antidoti contro i veleni - così come anticonvulsivi, anticoagulanti, contraccettivi e ormoni tiroidei. Invece amoxicillina, ciprofloxacina e antibiotici di nuova generazione possono funzionare anche per anni dopo la data di scadenza, ma non la tetraciclina, che potrebbe generare danni ai reni se usata scorrettamente.

I medicinali per neonati o bambini non dovrebbero presentare problemi, ma è sempre bene non farli assumere dopo la data indicata sulla confezione perché potrebbero generare facilmente allergie. Sciroppi e colliri per adulti non dovrebbero dare problemi, a meno che non siano stati già aperti, perché potrebbero perdere in efficacia: in generale è bene controllare se il liquido è torbido o presenta sedimenti, e in tal caso è meglio desistere.

Tutte queste accortezze vanno bene solo in determinati casi però, e cioè che queste pillole, sciroppi e sospensioni orali siano stati conservati in maniera corretta. In generale, si devono tenere in luoghi freschi e asciutti. Solitamente la temperatura ottimale è tra i 20 e i 25 gradi - ma alcuni medicinali, se aperti, vanno in frigo. Così come insuline e vaccini, per cui è preferibile una temperatura tra 2 e 8°C.

Naturalmente, questi sono rassicurazioni che hanno a che vedere con eventuali timori post-assunzione. È sempre bene valutare da caso a caso, chiedendo il parere del medico e del farmacista di fiducia.

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