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11 Febbraio Feb 2019 11 febbraio 2019

S otto il cappello NoMus, l'associazione dedita alla musica del Novecento fondata con una passione e una tenacia sovrumane da Maddalena Novati, spesso si trovano in «regalo» recital e proposte culturali degni di nota. Come quella in programma domani alle 17 al Museo del Novecento, dove sfileranno con le loro musiche alcuni autori che portano avanti, ognuno con la sua modalità, il suo peso e la sua voglia di uno scatto in avanti, la tradizione del Ventesimo secolo verso il secolo successivo. Ovvero Lucio Gregoretti, Andrea Mannucci, Alessandro Solbiati, Silvia Bianchera e Carlo Galante (nella foto). Il concerto verrà eseguito dal Ned Ensemble diretto dallo stesso Mannucci. Diverse chicche nel programma.

Tra i brani attesi e forse più corposi ci sono i «Cinque Pezzi per violino e violoncello» di Solbiati e «Walhalla postcards-concertino per violino e ensemble» di Galante. Due nomi questi tra i più forti nel panorama italiano, e non solo. Personaggi che rappresentano diversi linguaggi ma che guardano l'orizzonte coi piedi piantati sulla terra della tradizione, che conoscono a menadito e praticano da veri maestri. Niente voli pindarici fini a se stessi, scrittura sapiente che vuole continuare a scavare, temi di spessore. In almeno un caso è il Novecento dal sapore neoromantico che resiste e che spesso dà ancora prova di grande forza e vitalità.

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