Parco di Centocelle tra inquinamento e campi rom

Parco di Centocelle tra inquinamento e campi rom
Inside Over
14 Febbraio Feb 2019 14 febbraio 2019

La Raggi aveva promesso di bonificare il parco di Centocelle entro 45 giorni dall'emanazione dell'ordinanza del febbraio 2017. Da allora nulla è cambiato, anzi stanno tornando gli accampamenti abusivi di rom

Un’immensa distesa verde dover poter stare insieme, correre e portare a passeggio i cani. Il parco archeologico di Centocelle, a una prima impressione, si presenta come un’area pulita e tranquilla, ma basta fare poche centinaia di metri per cambiare idea. Fino al biennio 2009-2010 nel giardino c’erano il Casilino 700 e il Casilino 900, due grandi campi rom abusivi, di cui tutt’ora rimangono tracce evidenti (guarda il video).

Parco di Centocelle, nuova terra dei fuochi?

Soprattutto in prossimità del canalone di epoca fascista che costeggia il giardino, dove campeggiano giganteschi cumuli di detriti e immondizia. Non a caso qualcuno parla di una potenziale nuova “terra dei fuochi”. Quell’ammasso di rifiuti, infatti, è stato portato in superficie due anni fa. Era il primo gennaio 2017 quando dalle viscere della terra si è sprigionato un enorme rogo tossico che ha appestato con fumo e miasmi la zona per mesi. È stato allora che la ruspa del dipartimento Ambiente ha iniziato a scavare, scoprendo una maxi-discarica retaggio delle sedicenti bonifiche che avrebbero dovuto seguire agli sgomberi. “L’immondizia - accusa Beatrice Ricci, “centocellina doc” - è dei rom ma ad interrarla non sono stati certo loro”. Quel fatto clamoroso aveva portato il sindaco Virginia Raggi, il 13 febbraio 2017, ad emettere un’ordinanza nella quale veniva fissato entro 45 giorni il termine per la bonifica. Sono passati due anni.

La rabbia dei residenti per la mancata bonifica

Proprio lo scorso 13 febbraio i residenti promotori del comitato Pac (parco archeologico di Centocelle), per rinfrescare la memoria alla giunta capitolina, hanno simbolicamente celebrato l’anniversario dall’emanazione di quella ordinanza. Ma, oltre alla mancata bonifica del parco, i residenti lamentano la presenza di piccoli insediamenti abusivi di rom che si riformano periodicamente proprio nei pressi del canalone. “Qui originariamente c’era un progetto originario europeo che prevedeva l’impermeabilizzazione dei lati e la creazione di un canale lungo pieno d’acqua dove poter fare canottaggio”, ci racconta il giornalista locale Alessandro Moriconi che, sconsolato, esclama: “E, invece, stiamo ancora parlando di immondizia…”. “Questo è un parco tossico e invaso da metalli pesanti, come dimostrano alcuni prelievi effettuati in questi anni anche dall’Arpa”, incalza la Ricci, che chiama in causa anche le decine di autodemolitori presenti nell’area archeologica.

“Per decenni hanno inquinato questo territorio e beneficiato di varie proroghe ma qui non possono stare”, dice la Ricci. “Gli sfasciacarrozze in quest’area non dovrebbero esserci dal momento che si tratta di un parco archeologico sottoposto a vari vincoli”, le fa eco il giornalista Moriconi. A esprimere rabbia e indignazione sono anche i consiglieri capitolini d’opposizione, Maurizio Politi (Lega) e Francesco Figliomeni(FdI) che puntano il dito contro la prima cittadina. “Inizialmente - spiega Politi - c’era uno stanziamento di un milione di euro nel bilancio comunale che avrebbe reso quest’area un vero polo archeologico, mentre ora è rimasto solo un bando per la riqualificazione da 500mila che non si sa nemmeno se verrà mai assegnato”.

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