Il "canzoniere" erotico, ironico (e iconografico) di Grasso

Il canzoniere erotico, ironico (e iconografico) di Grasso
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19 Febbraio Feb 2019 19 febbraio 2019

In un articolo pubblicato di recente sulla London Review Of Books (titolo: «On the Sixth Day») Charles Nicholl ragionava intorno all'influenza decisiva di Petrarca nella lingua inglese, leggendo i Sonnets di Shakespeare e Romeo e Giulietta come un manifesto del «petrarchismo» d'Albione. In forma speculare Martin McLaughlin, accademico a Oxford, tra i grandi conoscitori della letteratura italiana in Inghilterra, parla, a proposito dell'ultimo libro in versi di Sebastiano Grasso, È ancora tempo di arcobaleni? (SE, pagg. 128, euro 20; con dieci disegni di Ruggero Savinio), di «influsso della tradizione petrarchesca», giudicandolo «un breve canzoniere». D'altronde, la varietà tematica delle poesie di Grasso, sempre colte, dai tratti epigrammatici «Sognare/ in fretta è quanto ci resta (Magritte docet») spesso erotiche «Che strano sapore hanno questi baci/ sorpresi dalla notte che perde colore», pare una sinuosa variazione dal Cantico dei Cantici fitte di rapaci afflati che bello questo gioco di versi: «Vorrei dirti frasi d'amore come al tempo/ dei faraoni.../ Ma nei tuoi occhi avanzano/ gioie e disastri baudelairiani» fa pensare a un Borges che giochi a trasmutare Petrarca in diverse tradizioni, in svariati mondi. Poeta che traduce il quotidiano nell'indimenticabile, con nitidezza ironica («A cerchi concentrici volano alcuni uccelli/ di cui non so nulla, certamente cantati/ da poeti come Seifert. Anche i nostri corpi/ talvolta impacciati prendono il volo,/ ma con altri gridi»), il carisma di Grasso è identificato da Adonis in una Lettera personale che rende aureo questo volume: «Reinventare ogni cosa in un orizzonte più ampio, più profondo e più splendente». L'«Appendice» iconografica, piuttosto, va letta come esplicita esegesi dei testi: vi si vede un giovanissimo Grasso di fianco a Ezra Pound, a Pasolini, a Moravia, alcune fotografie specificano l'amicizia con Brodskij, Luzi, Bonnefoy, quasi la poesia sia una fratellanza, l'indole alla comunità. In particolare, sorprende uno scatto del 2008: Grasso, assieme a Evgenij Evtushenko, onora Boris Pasternak sulla sua tomba, a Peredelkino. «Imparentati a tutto ciò che esiste.../ frequentando il futuro nella vita di ogni giorno», scrive Pasternak nel poema Le onde, identificando in questo gesto di furiosa compassione il compito del poeta. Alla stessa missione si vota, con radiosità, la poesia di Grasso.

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