Si barrica in cella e lancia sangue contro gli agenti

Si barrica in cella e lancia sangue contro gli agenti
Sostieni il progetto Conflitti da non dimenticare su Gli Occhi della Guerra
19 Febbraio Feb 2019 27 giorni fa

Alta tensione nel carcere di Opera, dove ieri mattina un detenuto si è prima barricato in cella per non permetterne la perquisizione e ha poi lanciato il suo sangue agli agenti di polizia penitenziaria. A denunciare l'episodio è il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. «Una situazione allucinante. Durante la perquisizione ordinaria presso il reparto nuovi giunti, un detenuto si è barricato all'interno della propria cella e, per non fare entrare gli agenti, ha cominciato a lanciare contro di loro il proprio sangue» spiega Alfonso Greco, segretario regionale per la Lombardia.

«Solo grazie alla professionalità del personale di polizia penitenziaria di Opera si è scongiurato che il detenuto ponesse in atto ulteriori gesta aggressive, riportando la situazione alla normalità - aggiunge -. Il personale di polizia penitenziaria coinvolto è stato inviato presso il locale pronto soccorso del nosocomio cittadino per la profilassi di rito».

Commenta il segretario generale del Sappe Donato Capece, che sollecita il ministero e i vertici del Dap a intervenire: «Ogni giorno ci arrivano dalle carceri italiane dei veri e propri bollettini di guerra che raccontano di aggressioni, colluttazioni e ferimenti, con poliziotti feriti e addirittura fatti bersaglio di sangue, celle devastate. L'inerzia che contraddistingue l'operato di ministero della Giustizia e Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria su questi gravi episodi è semplicemente imbarazzante. C'è invece urgenza di provvedimenti urgenti e chiari. Ed è grave che sia aumentano il numero degli eventi critici nelle carceri da quando sono stati introdotti vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto».

«La vigilanza dinamica ed il regime penitenziario aperto non favoriscono la rieducazione dei detenuti, bensì il concretizzarsi di gravi eventi critici - conclude Capece -. Rinnoviamo l'invito al Guardasigilli affinché sospenda ogni provvedimento convochi i sindacati per affrontare la questione penitenziaria, che è e resta una emergenza».

Commenti

Commenta anche tu