Milano scala la top ten mondiale delle università

Milano scala la top ten mondiale delle università
Sostieni il progetto Conflitti da non dimenticare su Gli Occhi della Guerra
27 Febbraio Feb 2019 23 giorni fa

La classifica Qs Ranking delle università internazionali. La Sapienza al primo posto per gli Studi classici, il Politecnico di Milano è tra le migliori 10 in tre discipline

La Sapienza di Roma è la prima al mondo per gli Studi classici e la Storia antica, la Bocconi è "premiata" per Business e Management e il Politecnico di Milano si piazza tra le migliori 10 in tre discipline. Sono 41 le università italiane che rientrano nella classifica universitaria mondiale per disciplina, il Qs World University Rankings by Subject del 2019.

Lo studio ha preso in esame 1.200 università, di 78 diversi Paesi. E tra questi, l'Italia figura nel 92% delle discipline, 44 su 48, e "partecipa" con 41 atenei, al quarto posto tra i Paesi europei e al settimo nel mondo. Oltre alle università già citate, in classifica sono presenti anche l'ateneo di Bologna, al 44esimo posto per Odontoiatria e Pisa al 50esimo per Scienze Bibliotecarie. Rispetto alla scorsa edizione, 192 università sono rimaste nella stessa posizione, 166 sono migliorate, 85 peggiorate e ben 78 sono le nuove arrivate. Tra le varie città italiane, Milano è al top della classifica, con ben 7 sedi in classifica, seguita da Roma con 4 e Pisa con 3.

"Questa edizione della classifica rivela una fotografia positiva per l'eccellenza accademica Italiana, iIl trend è degno di nota, specialmente se consideriamo la feroce competitività globale", ha commentato Ben Sowter, Responsabile Ricerca e Analisi di Qs, che ha sottolineato anche come "per mantenere le stesse posizioni, le università debbano continuamente migliorare l'impatto della propria ricerca, coltivare collaborazioni accademiche internazionali e conferire lauree e titoli post-lauream spendibili nel mondo del lavoro", come ha riportato il Sole24ore.

La fotografia delle università italiane, però, mostra anche un aspetto negativo: il fenomeno della "fuga di cervelli" è tornato ai primi posti mondiali. Un terzo degli emigrati italiani, infatti, sarebbero giovani laureati. "Il mio augurio é che il vostro paese preservi il ritorno sull’ investimento di risorse e talento, offrendo alle attuali e alle prossime generazioni di studenti le opportunità che meritano, affinché emigrare sia una scelta elettiva e non una necessità", ha concluso Sowter.

Tags

Commenti

Commenta anche tu