Scoppia il caso Absher, la app saudita per controllare i movimenti delle donne

Scoppia il caso Absher, la app saudita per controllare i movimenti delle donne
Inside Over
5 Marzo Mar 2019 05 marzo 2019

Google rifiuta di eliminare Absher dal proprio store: la app saudita che permette agli uomini di controllare i movimenti delle donne ed impedire loro di spostarsi

Tutto regolare secondo Google. Absher, la app dell’Arabia Saudita finita nel mirino dei media e degli attivisti per i diritti umani, rispetterebbe a pieno titolo i termini e le condizioni contrattuali stabilite del colosso americano. Con milioni di download sul Google store, l'applicazione per smartphone Absher non rappresenterebbe alcun problema per Google. Al momento disponibile sia per iOs che per Android, la app saudita è stata duramente criticata dall’opinione pubblica (occidentale) perché – attraverso una funzione ad hoc - permetterebbe agli uomini di controllare i movimenti delle proprie mogli e impedire loro di viaggiare.

Le recenti dichiarazioni di Google fanno esplodere il caso Absher. Si tratta di una app governativa, fornita dal Ministero dell’Interno dell’Arabia Saudita che, grazie ad oltre 150 funzioni, consentirebbe ai cittadini sauditi di interagire direttamente con le istituzioni, prendere appuntamenti, richiedere permessi, rinnovare documenti e cercare lavoro. Ma c’è di più. Oltre ad alleggerire l’apparato burocratico, Abshter riserverebbe una speciale funzione per consentire ai suoi utenti maschi di monitorare in tempo reale gli spostamenti delle proprie donne.

Il meccanismo è semplice: basta inserire i dati anagrafici della donna e il suo numero di passaporto. Dopodiché l’uomo si riserverà il diritto e la facoltà di decidere se e per quanto tempo sarà concesso alla moglie di viaggiare. Esattamente come avviene per una transazione bancaria, non appena il passaporto della donna viene utilizzato e timbrato, all’utente verrà recapitata una notifica direttamente sul proprio smartphone. L'uomo ha anche il potere di bloccare il passaporto della donna, impedendole così di lasciare il Paese.

In un Paese come l’Arabia Saudita, dove alle donne non è concesso spostarsi senza il permesso di un’autorità domestica maschile, l’uso di Absher si trasforma così in un vero e proprio strumento di repressione e controllo. In mano a padri e mariti padroni la app governativa diventa un’arma di spionaggio legittima, attraverso cui gli uomini sauditi esercitano un potere di controllo sulle donne. L’indifferenza di Google e il silenzio di Apple indignano gli attivisti per i diritti umani e le pari opportunità, riaccendendo ulteriormente il caso.

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