CasaPound e le ripetizioni gratis a bimbi italiani: è polemica

CasaPound e le ripetizioni gratis a bimbi italiani: è polemica
Inside Over
9 Marzo Mar 2019 09 marzo 2019

“Non possiamo accettare che una buona istruzione sia legata alle possibilità economiche della propria famiglia”, spiega la nota che accompagna la locandina di presentazione dell’iniziativa

Sta creando un mare di polemiche l’iniziativa promossa da CasaPound Italia e destinata ai soli bambini italiani che vivono nella zona di Cesano (Roma).

Sulla pagina Facebook è stata caricata la locandina con la presentazione del progetto ed i contatti necessari per potervi accedere, correlata di una nota che spiega in sintesi lo scopo del doposcuola ideato dai militanti del partito di destra.

“Il nostro doposcuola è aperto a tutti i bambini che necessitano di aiuti per i compiti a casa e di ripetizioni per specifiche materie. Dopo la distribuzione di generi alimentari alle famiglie italiane in difficoltà, il doposcuola è solo una delle iniziative sociali che attiveremo nei prossimi giorni”.

CasaPound Cesano, promotore dell’iniziativa, auspica di riuscire ad aiutare quanti non siano in grado economicamente di provvedere al perfezionamento dell’istruzione dei propri figli. “Con questa iniziativa vogliamo solidarizzare ed aiutare concretamente i giovani studenti e le loro famiglie che, per approfondire particolari materie al fine di conseguire risultati buoni o sufficienti, devono spesso ricorrere a ripetizioni private a pagamento. Queste prestazioni sono molto onerose, da un minimo di 20 euro all'ora fino ai 30 o 35 euro per le materie più difficili. Di conseguenza, sempre più famiglie dovranno ricorrere a mezzi alternativi alla scuola per costruire il bagaglio culturale dei propri figli. Non possiamo accettare che una buona istruzione sia legata alle possibilità economiche della propria famiglia. Per questo abbiamo dato vita a questa iniziativa sociale”.

CasaPound farà dunque da tramite con alcuni laureandi che si sono resi disponibili per il progetto, così da permettere ai bambini di elementari e medie di avere un’assistenza gratuita.

Il fatto che l’iniziativa sia destinata ai “bambini italiani del quartiere” continua comunque a generare accese discussioni.

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