Tim taglia i costi del cda Cancellato il premio a Genish

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9 Marzo Mar 2019 17 giorni fa

I compensi dei vertici sono scesi del 27% a 3 milioni

L'intera parte variabile della remunerazione a breve termine (chiamata Mbo, management by objectives) pari a 1,4 milioni, di Amos Genish (nella foto), amministratore delegato di Telecom fino a novembre scorso, è stata cancellata. Lo si legge nella relazione sulla remunerazione del 2018.

La decisione - si legge nella relazione - è stata presa «in considerazione del mancato raggiungimento dell'obiettivo di ebita del gruppo Tim al livello minimo» (ovvero il 95% del target di budget) posto come condizione di accesso a tutti gli altri. Il sistema Mbo dei dirigenti con responsabilità strategiche prevede un valore target annuo fino a un massimo del 50% della retribuzione fissa. A Genish, sfiduciato come amministratore delegato il 13 novembre, non è stato riconosciuto nulla neanche in termini di azioni, come Long term incentive 2018-2020. Il manager israeliano ha così ricevuto un compenso di circa 1,2 milioni, altri 16mila euro sono stati percepiti in qualità di consigliere di amministrazione.

Dallo stesso documento emerge che nel 2018 mantenere il cda di Tim è costato 3 milioni, contro i 4 milioni assegnati nel 2017. Nel dettaglio il presidente Fulvio Conti, per il suo mandato dal 7 maggio, ha percepito 392mila euro mentre l'ad Luigi Gubitosi, in carica dal 18 novembre, 168mila euro.

Altri spunti di riflessione si trovano nella relazione sul governo societario pubblicata in vista dell'assemblea del 29 marzo. Qui si sottolinea che il cda «deve lavorare per costruire un clima interno più costruttivo ed aperto» e per questo è attribuito al presidente un ruolo «fondamentale». Tra i miglioramenti suggeriti c'è «un fisiologico assestamento e rodaggio del Consiglio nel primo anno di mandato, anche a causa delle complessità che l'azienda ha vissuto negli ultimi mesi».

Non solo. A dicembre è arrivata una tirata d'orecchie dal presidente del Comitato per la Corporate governance che ha scritto al board di Tim una lettera, formulando delle raccomandazioni. Ora è stata resa pubblica la risposta, ma non il testo della lettera: «È migliorabile l'informativa pre-consiliare, in termini di tempestività e completezza. Nel corso del 2018 ha rilevato carenze ed elementi di insoddisfazione al riguardo» e sotto il profilo della «riservatezza dell'informazione pre-consiliare».

CC

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