Calenda su suo figlio: "È affascinato dal comunismo italiano, ma guarirà"

Calenda su suo figlio: È affascinato dal comunismo italiano, ma guarirà
Inside Over
13 Marzo Mar 2019 13 marzo 2019

L'ex ministro Carlo Calenda nega di voler seguire Renzi in una nuova formazione social-liberale: "Lui ha in mente una versione della Terza via 'blairiana' riveduta e corretta, io un riformismo nuovo"

"Renzi deve decidere cosa vuole. Per esempio, se vuole fondare un suo partito: lo farà dopo le Europee. Ma siamo molto diversi, in questo. Lui rimane nella logica di una politica che interviene poco e si ritaglia un compito molto... motivazionale. Io, esattamente l'opposto". A dirlo, nel corso di un'intervista al settimanale Panorama, è l'ex ministro Carlo Calenda che sottolinea: "Lui ha in mente una versione della Terza via 'blairiana' riveduta e corretta, io un riformismo nuovo".

Calenda si definisce "più moderno" e aggiunge che non vi è alcuna possibilità che segua Renzi nel caso in cui fondasse un nuovo partito di ispirazione liberale. Poi avverte:"il lavoro cambierà e alcuni lavori finiranno. La crisi aumenterà l'insicurezza". "Continuare a dire 'non vi preoccupate, nel futuro sarà tutto meraviglioso' è, come minimo, suicida", aggiunge. L'ex ministro, però, non intende sminuire l'importanza del ruolo dello Stato in economia "ma Stato forte non vuol dire buttare i soldi nella nazionalizzazione di Alitalia". In questa lunga intervista Calenda parla anche molto della sua vita privata e dell'essere diventato padre a soli 16 anni: "Mi ha dato il senso del diverso e un'idea della responsabilità che non avevo". "Ero cresciuto con tutti che mi ripetevano: 'Sei più grande della tua età'. Ho pensato di dimostrarlo. Suggerisco a tutti genitori di evitarlo", aggiunge. A destare un certo scalpore è stato Giulio, suo figlio minore che ha sfilato a Milano con una bandiera rossa. "È affascinato dal comunismo italiano, ma guarirà", commenta. A proposito del denaro dice:"È una misura della vita, ma non la misura della vita. Quando sono entrato al ministero avevo 800 mila euro da parte sul conto corrente. E ora ne ho 250 mila". La sua esperienza da ministro, invece, non è stata così remunerativa: "Rispetto a quanto guadagnavo prima di sicuro. Ma non mi piango addosso, ho vissuto molto e speso molto. Senza rimpianti".

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