Caso Ruby, morta la testimone. E la procura apre un'inchiesta

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15 Marzo Mar 2019 7 giorni fa

Morta la modella Imane Fadil, testimone nel caso Ruby. La procura apre un'inchiesta: "Forse è stata avvelenata"

Una tragedia fa irruzione nel complesso scenario del “caso Ruby”, la serie di processi scaturita dall’indagine sulle serate nella residenza di Silvio Berlusconi ad Arcore. Oggi il Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco ha convocato la stampa per annunciare la morte di Imane Fadil, modella, una delle partecipanti alle feste che avevano scelto di collaborare con l’indagine del pm Ilda Boccassini. La Fadil è morta il 1 marzo nella clinica Humanitas di Rozzano dove era ricoverata da alcuni giorni. Mentre combatteva invano per sopravvivere, Fadil ha dichiarato di essere stata avvelenata, ma Greco non dice se abbia anche indicato gli autori o i sospetti autori dell’avvelenamento. Di certo c’è che secondo il procuratore la cartella clinica sequestrata all’Humanitas presenta delle “anomalie”. Da qui la decisione di aprire un fascicolo a carico di ignoti per omicidio. Sul corpo della giovane è stata disposta l'autopsia e gli esiti degli esami tossicologici sono già stati trasmessi alla procura: la modella sarebbe morta a causa di "un mix di sostanze radioattive".

La Fadil aveva già dato segni in passato di sofferenze psicologiche seguite al suoi coinvolgimento del caso Ruby, e recentemente era apparsa provata dal rifiuto del tribunale di ammetterla come parte civile nel nuovo processo del filone. Secondo quanto si è appreso in Procura, stava lavorando ad un libro di memorie le cui bozze ora sono state sequestrate.

È la seconda volta dall’inizio dell’anno che la morte fa irruzione nel caso Ruby: alla fine di gennaio si era fatto sopprimere in Svizzera l’avvocato Egidio Rubini, per un breve periodo legale di Ruby, affetto da un male incurabile. Aveva lasciato un memoriale in cui sosteneva di avere le prove di pagamenti in paradisi fiscali a favore della sua ex assistita.

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