Inter fuori, non è solo colpa di Icardi

Inter fuori, non è solo colpa di Icardi
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15 Marzo Mar 2019 15 marzo 2019

La partenza razzo dei tedeschi li gela al 5'. Nerazzurri lenti e prevedibili. E ora il derby

Milano L'Inter completa il suo disastro stagionale salutando anche la piccola Europa. E adesso scopre la paura, quella di perdere anche il quarto posto che significherebbe niente Champions l'anno prossimo e l'ennesima rivoluzione. La condanna, dopo il pesantissimo rigore sbagliato da Brozovic, la firma un erroraccio di De Vrij dopo cinque minuti che regala il gol qualificazione agli avversari. Basta questo all'Eintracht, che per quanto sbaglia nel resto della gara non meriterebbe i quarti di finale. Magra consolazione per un'Inter che adesso si ritrova con un peso ulteriore a tre giorni dal derby di importanza vitale. Ballano i milioni della Champions, ma balla anche la panchina di Spalletti che se dovesse perdere malamente con il Milan verrebbe rimesso fortemente in discussione. Doveva essere una stagione da anti-Juve e per iniziare a vincere qualcosa. Niente di tutto questo.

Certo quella di ieri non poteva essere la sera giusta. Se giochi nel tuo stadio, ma hai netta la sensazione di essere fuori casa perché quindicimila tedeschi, che invadono e paralizzano Milano per un giorno, si impossessano di San Siro. Se sei l'unica squadra che alla fine si può dire abbia pagato davvero il fair play finanziario e si ritrova con undici giocatori di movimento a disposizione tra ammutinamenti (Icardi), infortuni e squalifiche. Se dopo cinque minuti ti ritrovi in svantaggio perché l'uomo, leggi De Vrij, che ti ha regalato la Champions l'anno scorso, come sostengono i malevoli, combina una frittata davvero regalando il vantaggio all'Eintracht. All'Inter si verifica tutto in una volta. Basta un minuto per capire l'andazzo, quando la traversa salva Handanovic sul tiro ravvicinato di Haller. Il legno è invece amico dei tedeschi al quinto minuto quando Jovic approfitta di un retropassaggio di testa maldestro di De Vrij e infila Handanovic. I quindicimila arrivati da Francoforte trasformano San Siro in una bolgia.

L'Inter balla per un quarto d'ora di fronte al solito pressing asfissiante e instancabile dell'Eintracht. Ma che sia una notte di quelle da dimenticare lo si capisce quando Perisic, colui che dovrebbe fare la differenza, svirgola una buona occasione. È la fiera dell'errore: Keita controlla male tutto solo in contropiede, Candreva tira incomprensibilmente da trenta metri. A segnare dopo un'azione spettacolare è ancora l'Eintracht, ma il fuorigioco è una corda a cui si aggrappa l'Inter con un piede già nel baratro. L'altra è Handanovic che salva su Gacinovic. Spalletti passa alla difesa a tre. Lo sconforto assale San Siro quando Cedric sbaglia una rimessa laterale. A quel punto il coro è inevitabile: «Tirate fuori i c...». Insomma gli attribui mostrati dall'interista Simeone alla Juventus e poi rispediti al mittente da Cristiano Ronaldo.

L'Inter prova a reagire, ma presta il fianco spaccandosi in due alle ripartenze dell'Eintracht, spinte ogni volta da un boato e concluse sempre nel peggiore dei modi sbagliando l'impossibile, una volta addirittura quattro contro due. Dopo un'ora e una palla mancata da Cedric, la mossa è Ranocchia proprio per il terzino portoghese, con Skriniar avanzato a centrocampo. Il problema è che Perisic fa scena muta, Keita dopo due mesi di assenza è impalpabile. Così è impossibile scardinare il fortino tedesco. Ci va vicino Skriniar ma la deviazione non gli è amica. Quando entrano i baby Esposito e Merola è la dimostrazione plastica di un Spalletti disarmato. Sarebbe servita un'impresa stile Tottenham lo scorso settembre: peccato che il protagonista di allora, Icardi, ieri non fosse nemmeno allo stadio ma sul divano sempre più separato in casa. Finisce con la squadra chiamata dalla curva e messa alla gogna in vista del Milan. L'addio alla piccola Europa alla vigilia del derby che potrebbe compromettere la prossima grande Europa (la Champions). A quel punto il fallimento sarebbe totale.

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