"Io cocco di Gattuso? No, mi fa correre come un maratoneta"

Io cocco di Gattuso? No, mi fa correre come un maratoneta
Inside Over
15 Marzo Mar 2019 15 marzo 2019

"Faccio pochi gol, ma copro 13 chilometri a gara Non ho l'ossessione di segnare. È meglio vincere"

Caro Calhanoglu, lei passa per il cocco di Gattuso: è proprio così?

«Ho sempre avuto eccellenti rapporti con tutti gli allenatori incontrati lungo la mia carriera. È così anche con Gattuso il quale però non mi tratta in un modo diverso rispetto a tutti gli altri esponenti del Milan. C'è tra di noi un rispetto reciproco. Inoltre c'è un ultimo aspetto da valutare. In uno spogliatoio la comunicazione tra tecnico e calciatori è fondamentale e a Milanello funziona».

Passiamo al suo lavoro: meglio da centrocampista o da attaccante esterno?

«Dipende sempre dalle scelte dell'allenatore: io mi adatto e mi adeguo, ricoprendo il ruolo richiesto. Se c'è bisogno, vado anche a destra e se per caso c'è qualcuno più in forma di me mi siedo in panchina come è già capitato».

Nel suo curriculum stagionale c'è un numero molto basso: un gol appena...

«Io non avverto questa pressione, la necessità di dover fare gol a tutti i costi. Nella mia concezione calcistica non c'è posto per l'egoismo. Inoltre considerando la differenza tra i miei numeri nel campionato tedesco e quelli italiani, c'è da considerare un dato spesso trascurato: durante le partite, mediamente, percorro una distanza tra 12 e 13 chilometri».

Quale differenza c'è tra il campionato tedesco e quello italiano?

«In Germania giocavo soprattutto per l'attacco. Per questo ho segnato di più, tiravo anche tutte le punizioni e qualcosa di buono ho raccolto. In Italia l'aspetto tattico è molto importante e devo perciò adattarmi al nuovo sistema di gioco».

Nel mese di gennaio, durante la sessione invernale del mercato, sono circolate molte indiscrezioni su una sua possibile cessione: erano voci o c'era qualcosa di concreto?

«Bisognerebbe chiederlo al mio agente».

Mi dia il numero che lo chiamo al volo

«Sono sincero: lavoro per il Milan e sono felice di essere qui ma so anche che ci sono stati dei club che mi hanno cercato».

All'andata si è visto il peggior Milan della stagione: rinunciatario, beffato da Icardi nel finale...

«Questa sarà un'altra partita e un'altra storia. Sappiamo anche che sarà durissima: giocheremo in casa e avremo il sostegno del nostro pubblico eppure dovremo dare il 150% per riuscire a piegare l'Inter».

A proposito: è una buona notizia per il Milan l'assenza di Icardi?

«Non conosco la questione, non posso esprimermi né voglio entrare in argomenti che riguardano altri club».

Allora ci dica almeno qual è secondo Calhanoglu l'interista più temibile...

«Politano».

A dicembre il Milan era a meno 8 dall'Inter. Adesso è arrivato a più uno. Cos'è cambiato da allora?

«La strada è ancora lunga, dobbiamo avere tutti in testa l'idea fissa di arrivarci».

È d'accordo sul fatto che tutti i pronostici, per il derby, sono favorevoli al Milan?

«Favoriti no, siamo in un buon periodo, stiamo bene questo sì».

E vi state avvicinando al Napoli...

«È ancora lungo il cammino che deve portarci a conquistare un posto in Champions league. Più vicini saremo al Napoli e meglio sarà per tutti noi».

Vista la magica serata della Juve?

«Ci arriveremo a vivere una serata da Champions, siamo vicini a riprendere posto nella coppa che manca da tanto tempo».

Con chi ha legato qui a Milanello?

«A dire il vero il clima che c'è tra di noi è molto simile a quello di una famiglia, come si può vedere anche attraverso i social e i media. Con Bakayoko, che considero la sorpresa della stagione, ho legato di più. Quando è arrivato è stato criticato, adesso non fanno altro che applaudirlo».

Cosa non ha funzionato tra Higuain e il Milan?

«Non saprei dire: non si può dare la responsabilità a lui o al Milan. Certe stagioni nascono così».

Piatek e Paquetà invece si sono inseriti subito

«Hanno fatto valere le loro grandi qualità e sono stati aiutati da tutti noi».

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