Ammazzato e seppellito nella cascina in campagna da una gang di latinos

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16 Marzo Mar 2019 10 giorni fa

Un salvadoregno della MS13 ucciso e seppellito in campagna da altri affiliati alla gang

Ucciso a coltellate e il corpo seppellito nelle campagne di San Giuliano Milanese, è questa la fine che è toccata a Ernesto Odir Barrientos Tula “Necio”, 34enne salvadoregno e membro della “vecchia guardia” milanese della gang MS13-Mara Salvatrucha, nonchè coinvolto nell’agguato del 2008 in via Pezzotti contro un rivale del Barrio 18, un'altra gang di latinos e a sua volta accoltellato da un membro dei Latin King in una discoteca.

A ucciderlo sarebbero stati tre suoi connazionali di 21, 23 e 31 anni con l’aiuto di un 35enne che li ha accompagnati con l’auto sul luogo del delitto. I nomi non sono ancora stati resi noti dagli inquirenti, ma negli ambienti di strada dei latinos risulta già chiaro chi siano. Ieri pomeriggio il gip ha convalidato i provvedimenti e disposto la custodia cautelare in carcere per i presunti autori dell’assassinio.

L’omicidio questa volta ha tutta l’aria di essere legato a una faida interna alla MS13, forse per uno sgarro o magari per il controllo della leadership, mentre c’è chi sostiene che l’omicidio possa essere addirittura stato ordinato da capi della 13 in El Salvador, ovviamente sono solo ipotesi per il momento.

Lo scorso novembre sempre a Milano erano stati arrestati tre salvadoregni e un honduregno, due dei quali membri della MS13 a tutti gli effetti ed altri due “fiancheggiatori”, con l’accusa di tentato omicidio dopo che avevano aggredito un 17enne salvadoregno fuori di una discoteca in zona Poro di Mare: calci, pugni e quattro colpi di punteruolo alla schiena che gli avevano perforato un polmone. Il ragazzo era stato ricoverato in gravi condizioni, ma i medici erano riusciti a salvarlo.

A Milano è emergenza pandillas, sono i fatti a parlare e lo fanno da un po’: basta pensare al controllore di Trenord Carlo Di Napoli che nel giugno del 2015 veniva aggredito a colpi di machete, durante un controllo di routine, da alcuni membri della MS13 che quasi gli amputavano il braccio.

Il 3 luglio 2016 i mareros della MS13 uccidevano il diciottenne albanese Albert Dreni, aggredito in Porta Lodovica mentre cercava di difendere un suo amico aggredito dai mareros per futili motivi a bordo di un tram.

Sabato 12 novembre 2016 era invece uno spacciatore dominicano a essere preso di mira da alcuni suoi connazionali dopo un “affare” andato male; Antonio Rafael Ramirez veniva ucciso a colpi di coltello e pistola in Piazzale Loreto, sotto le telecamere di una banca, alle 7 di sera, in pieno orario di shopping e aperitivo e a due passi da corso Buenos Aires. Pochi giorni dopo veniva arrestato in Toscana uno dei due killer, il cittadino dominicano Jeison Elias Moni Ozuna, mentre il complice risulta ancora oggi latitante. L’omicidio era maturato in ambienti vicini ai Trinitario, la pandilla dominicana con ramificazioni nella “east coast” statunitense e in Spagna.

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