Bella idea il thriller con i disabili come attori

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16 Marzo Mar 2019 6 giorni fa

Cinzia Romani

Mai la distanza tra artista e pubblico è stata così ridotta, come ora che il cinema italiano porta sul grande schermo la disabilità. E lo fa, per la prima volta, con un film di genere popolare, il thriller. Dove recitano attori con problemi fisici e non in ruoli da diversamente abili, bensì in parti vere e proprie. Con tempi comici precisi, gestualità coordinate, presenze sceniche definite: è Detective per caso dell'esordiente Giorgio Romano l'opera «in giallo», apripista d'un filone che si affaccia sulla scena pure in serie televisive di successo. Basti pensare a Josephine, Ange Gardien,in onda su La7, con l'angelo custode affetto da nanismo che incanta il pubblico.

Distribuito da Medusa il 18 e il 19 come evento speciale(200 sale), Detective per caso è anche un progetto sociale convincente, realizzato con l'Accademia «L'arte nel cuore», che unisce attori professionisti normodotati e disabili in una piacevole commedia dai risvolti gialli. Al film hanno preso parte, in camei, Claudia Gerini, starring un tenente Colombo in gonnella; Valerio Mastandrea, Paola Cortellesi e Lillo, i quali hanno lavorato pro bono. La storia è quella di due cugini, Giulia (la talentuosa Emanuela Annini)e Piero (Alessandro Tiberi) che si considerano fratelli. Se lui è un tipo preciso, che aiuta il padre nel negozio di ferramenta, lei è una ragazza che sogna di fare la detective. Non a caso segue, in tv, Ramona (Gerini), «occhio privato» il cui motto è: «non c'è nulla che una buona indagine non possa risolvere». Un giorno Piero scompare e viene accusato d'essere responsabile d'una rapina. Convinta dell'innocenza del cugino, in una Roma dolcemente periferica (suggestivi gli scorci di Montesacro, col fiume Aniene), Giulia districherà la matassa, tra colpi di scena e sparatorie. «Un progetto interessante, perché si tratta di un film normale, con un coinvolgimento artistico vero», spiega l'ad di Medusa Giampaolo Letta, sottolineando «la bella solidarietà» proveniente dalle tv e dalle agenzie, per la campagna pubblicitaria del film. Al quale potrebbe seguire una serie tv, su Mediaset. «L'obiettivo del film è dimostrare che, come ce la faccio io, ce la possono fare anche le famiglie con figli disabili», spiega la protagonista.

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