Case chiuse, vescovo di Jesi si dichiara contrario alla riapertura

Case chiuse, vescovo di Jesi si dichiara contrario alla riapertura
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16 Marzo Mar 2019 6 giorni fa

Il vescovo di Jesi è l'ennesimo ecclesiastico pronto a dare battaglia affinché le "case chiuse" non vengano riaperte

Il vescovo di Jesi non è il primo ecclesiastico a schierarsi dalla parte di chi, della riapertura delle "case chiuse", non ne vuole sapere. Gli ambienti cattolici, com'è spesso accaduto nella storia della nostra nazione, si stanno mobilitando in difesa della legge Merlin e, soprattutto, contro la proposta avanzata dal senatore Gianfranco Rufa. Quella del leghista è solo l'ultima in ordine di tempo, ma di destrutturare la normativa vigente se ne discute da tempo.

Vale la pena sottolineare come pure il ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini si sia detto favorevole. L'ipotesi, insomma, sta prendendo piede tra le aule parlamentari. Ma la Chiesa cattolica sta facendo quadrato. Non sembrano esserci margini per discuterne. Pure don Aldo Bonaiuto, che aveva detto "no" alla "salvinifobia", si è detto contrario al provvedimento. Monsignor Gerardo Rocconi, dal canto suo, ha specificato qual è il suo punto di vista attraverso un'intervista rilasciata a La Fede Quotidiana. Il presule della diocesi marchigiana ha dichiarato di essere d'accordo sulla ratio della proposta: "Sarebbe come dire: siccome si ruba e non si possono reprimere tutti i furti, legalizziamoli, come legalizzare le rapine o la droga. Al contrario certe cose vanno combattute, punto e basta". Poi, com'era ovvio che fosse, c'è un passaggio relativo all'immoralità di prevedere degli introiti statali "grazie" alla prostituzione. Se la Lega di Matteo Salvini vorrà davvero legiferare su questo tema - questa è la sensazione - dovrà confrontarsi con la linea espressa dalle gerarchie cattoliche.

La Chiesa, di questi tempi, appare divisa sulla dottrina e sulla strada d'intraprendere in vista del futuro. Sulle "case chiuse" - invece - si può registrare un'unanimità: nessun ecclesiastico, a oggi, si è espresso a faovre della riapertura.

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