In Triennale parte «Fog» In tre mesi 32 spettacoli da ogni parte del mondo

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16 Marzo Mar 2019 16 marzo 2019

«Notturno» di Fabre apre il festival recitativo e martedì arriva un adattamento da Pavese

Marta Calcagno Baldini

Come è accaduto per la pittura figurativa, il teatro di prosa non finirà, anche se ormai è indubbio che sarà sempre più affiancato da quello performativo, astratto. Non sono sempre necessarie una drammaturgia scritta e una trama per sollevare problematiche che coinvolgono l'umanità intera attraverso lo spettacolo dal vivo e a Milano da ieri e nei prossimi mesi lo dimostrerà «Fog», il Festival di Performing Arts in Triennale e in altri luoghi che costituisce la seconda metà del cartellone del Teatro dell'Arte. Fino al 5 giugno il Festival presenta 32 spettacoli di ogni parte del mondo: «Con la scelta di questa sala di concentrarsi sulla performance si completa il ricco e variegato panorama della scena artistica milanese - dice Umberto Angelini, direttore artistico di Fog-. Ogni palco a Milano ha una sua linea artistica, noi scegliamo lavori multidisciplinari che possano essere adattati anche a luoghi extra teatrali e internazionali».

I paesi coinvolti sono 11, per 10 prime assolute e 6 nazionali, di cui 11 coproduzioni e 4 produzioni della Triennale per un Festival che nasce dopo mesi di ricerca e approfondimento. Fino a domani è in scena The Night Writer. Giornale Notturno, di Jan Fabre. L'artista belga crea una performance per riflettere sul senso profondo della vita. Lo spettacolo è un vero e proprio flusso di riflessioni e pensieri sull'arte, sul teatro, ma anche sul senso della vita, sulla famiglia e sull'amore. Lino Musella, premio Ubu 2018 nonché Rosario O' Nano nella serie tv Gomorra, è l'attore che dà voce a questo diario intimo, il cui testo è scritto a partire da alcune delle più importanti opere dello stesso Fabre e dai suoi diari. Martedì Daniel Blumberg porta in Triennale una performance che ambisce al titolo di «modern classic» perché coniuga improvvisazione con musica libera e parole. Silvia Costa, artista associato della Triennale, da venerdì al 24 si ispira alla letteratura, e porta al Teatro dell'Arte Nel paese d'inverno, adattamento per la scena di Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese. Il 24 marzo «Fog» si sposta alla Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4) nel DiD Studio di Ariella Vidach per una doppia serata che propone il lavoro di due tra i più apprezzati coreografi italiani emergenti: «Pink Elephant» di Siro Guglielmi, che affronta il tema del corpo e le aspettative sociali che lo condizionano, e «S.solo» di Sara Sguotti, che parte dalla commistione tra una poesia di Baudelaire e le opere di Louise Bourgeois e le unisce per il puro piacere che operano sull'artista.

Tra la performance di Lorenzo Bianchi Hoesch (2-7 aprile), in Triennale, a cui si può partecipare se in possesso di uno smartphone e auricolari, e quella dei Rimini Protokol (9-11 maggio) che ha protagonisti i robot e la loro somiglianza al genere umano, la Compagnie Didier Theron, dalla Francia, alla Biblioteca degli Alberi in via Gaetano de Castilla 18-20, riflette sul concetto di deformità e trasformazione in uno spazio naturale. Il 20 maggio Romeo Castellucci, Leone d'oro alla carriera alla Biennale di Venezia, porta alla Fondazione Feltrinelli (viale Pasubio 5), il film Theatron. Romeo Castellucci, scritto e diretto da Giulio Boato che ne traccia un inedito ritratto.

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