La cassaforte di Di Maio: i "rimborsi" li gestisce lui

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16 Marzo Mar 2019 9 giorni fa

I soldi dei parlamentari 5s ora vanno su un conto intestato al capo e ai capigruppo. Ma c'è malumore

Roma Lo spettro della vicenda Rimborsopoli, il caso Sarti, i trucchi, le espulsioni. Il Movimento cinque stelle, dopo la lunga serie di problemi avuta nel raccogliere le restituzioni da parte dei suoi parlamentari, prova a correre ai ripari. E lo fa provocando qualche mal di pancia tra i suoi eletti.

La nuova disciplina - comunicata nei giorni scorsi via mail dall'Associazione Rousseau - prevede un nuovo Iban e un nuovo conto corrente per le restituzioni da 2mila euro al mese. A controllarlo e gestirlo saranno Luigi Di Maio (che da statuto e atto fondativo è anche tesoriere del Movimento) e i due capigruppo in Parlamento, Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli. Una scelta che ha lasciato perplessi diversi parlamentari.

Le nuove rendicontazioni che vanno fino a febbraio 2019 e che dovranno essere versate entro metà maggio, finiranno, infatti, su una sorta di conto cuscinetto e non più al fondo pubblico per le Pmi come nella scorsa legislatura o alla Protezione civile per sostenere le zone colpite dall'alluvione come nei primi mesi di questa legislatura.

L'intenzione di modificare il meccanismo era nell'aria da tempo, ma non si era mai dato seguito alla promessa. Già nel febbraio 2018, quando a ridosso dalle elezioni la trasmissione tv Le Iene svelò un ammanco di circa un milione di euro nelle restituzioni, dentro il M5s si cominciò a discutere di una possibile modifica del meccanismo che ora ha preso corpo. Con un nuovo ulteriore passaggio in vista: molto probabilmente si lascerà decidere agli iscritti su Rousseau i destinatari delle le somme versate, aumentando così anche le votazioni online.

Il Movimento, rivendicando la scelta del taglio stipendi, con un post dei due capigruppo spiega di aver «affinato» - in modo da non incappare più in situazioni «spiacevoli» di mancato rispetto della regola - il meccanismo che coinvolgerà la rete nella scelta dei destinatari delle somme da devolvere. Non solo, respinge ai mittenti ogni polemica, difende la scelta giuridica di destinare i soldi in avanzo alla piattaforma Rousseau e illustra i nuovi meccanismi di restituzione e la nascita di un comitato per i rimborsi.

«Il Movimento cinque stelle ha restituito ai cittadini quasi 100 milioni da quando è entrato nelle istituzioni» rivendicano i dirigenti pentastellati. «Per poter verificare puntualmente i versamenti fatti e poter diversificare le nostre azioni in maniera efficace abbiamo deciso di avere un unico contenitore degli extrastipendi, un conto intermedio, ma soprattutto vogliamo coinvolgere i nostri iscritti in queste decisioni. Anziché un'unica restituzione per un'unica iniziativa, potremo destinare i soldi restituiti ai cittadini a più iniziative sui territori e nelle regioni che decideranno gli iscritti. Ed è per questo che i prossimi destinatari saranno decisi attraverso la piattaforma Rousseau con un voto online. Il conto intermedio sarà gestito dal Comitato per i rimborsi e le restituzioni dei nostri portavoce, costituito dal capo Politico e dai due capigruppo di Camera e Senato. A noi le polemiche importano poco, quello che ci interessa è che mentre gli altri continuano a tenersi tutti i soldi, mentre il Pd di Zingaretti cerca un modo per ottenere milioni di euro di finanziamenti pubblici, noi continuiamo a restituire i soldi ai cittadini».

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