Formula 1. Ferrari troppo "lenta": ecco perché

Formula 1. Ferrari troppo lenta: ecco perché
Inside Over
17 Marzo Mar 2019 17 marzo 2019

Dopo la deludente qualifica, che ha mostrato lo stesso divario del 2018, in gara la Ferrari non è mai stata competitiva

Visti i risultati ottenuti durante test spagnoli difficilmente ci si sarebbe immaginati di ritrovare le Ferrari non solo lontane dalla vittoria ma, addirittura, ai piedi del podio. Le prime avvisaglie erano sorte al termine delle qualifiche che hanno visto la Mercedes di Hamilton primeggiare con un crono di 1’20”486 relegando la rossa di Vettel a sette decimi di ritardo (come nel 2018), pari allo 0.875% di differenza. Troppo.

Ma la “debacle” si è palesata in tutta la sua amarezza durante il gran premio. Con la scuderia del cavallino rampante che non è mai parsa in grado di rispondere alla prestazione espressa da Bottas, autore anche del giro più veloce (al 57 passaggio) in 1’25”580 inferiore di quasi un secondo e quattro decimi di quello fatto registrare dalla Ferrari (con Leclerc).

La SF-90 è parsa in tutto il fine settimana più lenta delle dirette rivali. Lenta sia come tempi che come velocità. Valutando le velocità massime rilevate dalla speed trap si osserva una Ferrari che, con Vettel (303.7 km/h), paga 7.6 km/h a Bottas e 5.6 km/h ad Hamilton, che ha goduto di un assetto più “carico” rispetto al compagno di scuderia; un po’ meglio è andata al giovane monegasco, che, al pari del finlandese della Mercedes, ha corso con meno carico aerodinamico.

Differenza di velocità che si è riscontrata costante in tutti gli intertempi e, considerando il confronto Vettel-Hamilton, si ha un divario medio di quasi 5 km/h a favore dell’inglese. Questo gap può essere imputabile a due fattori: il primo, più probabile, è un assetto troppo carico aerodinamicamente (Leclerc ha girato per ben 28 tornate con le soft e probabilmente anche Vettel avrebbe potuto inanellare più giri prima del pit stop), mentre il secondo, meno probabile visti i progressi dello scorso anno, può essere legato ad una unità motrice meno potente o, quanto meno, “depotenziata”.

La pista semi cittadina dell’Albert Park negli ultimi anni, nonostante le due rocambolesche vittorie di Vettel, ha sempre visto un predomino della scuderia di Brixworth e quest’anno non è stato da meno, non resta che aspettare il prossimo appuntamento in Bahrain per capire il reale livello dei concorrenti, Red Bull compresa.

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