Sfrattati in hotel, si allarga la platea

Sfrattati in hotel, si allarga la platea
Inside Over
17 Marzo Mar 2019 17 marzo 2019

Nel 2018 spesi solo 67mila euro su 300mila, vincoli troppo rigidi

Un piano per evitare che le famiglie sfrattate in difficoltà finiscano a dormire in macchina o in strada. Il Comune investe ogni anno fondi per ospitare in sette hotel accreditati persone che restano senza un tetto, ma nel 2017 ha fornito accoglienza solo a 32 famiglie, l'anno scorso a 27 (in totale 57 persone) e dei 300mila euro a disposizione ne sono rimasti in cassa ben 233mila. Nel 2019 si cambia. Il nodo sta nei vincoli rigidi imposti dalla delibera di riferimento, il capitolo di spesa può essere utilizzato solo per chi è assegnatario di una casa popolare ed è in attesa dell'alloggio o a chi viene colpito da eventi imprevedibili (ad esempio un incendio dell'immobile). L'assessore alla Casa Gabriele Rabaiotti e quello ai Servizi sociali Pierfrancesco Majorino hanno deciso di portare in giunta una nuova delibera che «sganci» il pacchetto di fondi dal settore Casa e lo assegni a quello del Welfare, in questo modo sarà ampliata la platea di riferimento, anche le famiglie che stanno per essere sfrattate da alloggi privati e presentano particolari fragilità (nuclei con minori o anziani a carico, persone con disabilità o disagio psichico) potranno vivere per un periodo di tempo negli hotel convenzionati. Il Comune potrà anche proporre forme di compartecipazione alla spesa per chi non può pagare un affitto al canone di mercato ma dare un contributo alla permanenza in albergo. Per il 2019 saranno quindi a bilancio ancora 300mila euro ma col nuovo meccanismo Palazzo Marino conta di dare supporto a circa 150 famiglie.

«Credo moltissimo nella task force sull'emergenza abitativa - afferma Rabaiotti -, nell'integrazione tra i temi casa e politiche sociali». Il nostro scopo, aggiunge Majorino, «è fare in modo che le risorse a disposizione per l'emergenza abitativa siano sfruttate appieno e gli interventi intercettino anche le nuove forme di bisogno sociale tenendo conto di chi presenta particolari fragilità. Per questo, nelle prossime settimane, gli uffici lavoreranno per trovare la formula migliore per modificare i criteri di accesso a una delle tante misure che il Comune mette in campo per chi si trova in difficoltà con l'obiettivo che nessuno a Milano sia costretto a vivere per strada o in macchina». A breve verrà aperto in via Larga anche uno sportello per l'emergenza casa.

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