India, mangia carne di maiale poco cotta: 18enne ucciso dalla tenia

India, mangia carne di maiale poco cotta: 18enne ucciso dalla tenia
Sostieni il progetto Conflitti da non dimenticare su Gli Occhi della Guerra
28 Marzo Mar 2019 26 giorni fa

La risonanza magnetica ha portato alla scoperta di una situazione ormai critica: le larve del parassita avevano invaso la corteccia cerebrale, il cervelletto ed il tronco cerebrale del ragazzo, che non ha avuto scampo

Tragedia in India, dove un ragazzo di soli 18 anni ha perso la vita dopo avere mangiato della carne di maiale poco cotta. Un caso, questo, che riporta nuovamente a riflettere sull’importanza di trattare e cucinare correttamente gli alimenti di cui ci nutriamo.

Dopo aver sofferto per qualche giorno di dolori all’inguine, il giovane ha poi manifestato ripetute convulsioni prima di perdere completamente conoscenza. Da qui la corsa in ospedale, l’Esic Medical College di Faridabad (Haryana, nel nord dell’India), dove il personale medico ha tentato di tutto per salvargli la vita.

La risonanza magnetica ha subito riscontrato le cause che hanno scatenato le violenti crisi nel 18enne. Nella corteccia cerebrale, ma anche nel cervelletto e nello stesso tronco cerebrale, sono state trovate numerosissime cisti, visibili come piccoli punti bianchi. I medici hanno spiegato ai genitori del ragazzo che si trattava di larve di Taenia solium. La classica tenia che può essere trovata nel maiale.

Cuocendo poco la carne, il parassita ha resistito ed è riuscito a raggiungere l’organismo del giovane (l’uomo è l’ospite definitivo della tenia) ed ha provocare l’infezione conosciuta come teniasi.

La ripetuta contrazione involontaria di alcuni muscoli del 18enne, colpito da numerose convulsioni, è stata causa proprio dal fatto che i parassiti si erano prevalentemente insediati nel sistema nervoso centrale della loro vittima.

Considerate le gravi condizioni in cui verteva il ragazzo, i medici hanno deciso di non curarlo con degli antiparassitari, scegliendo di passare direttamente al Desametasone, un potente antinfiammatorio steroideo. Oltre a questo farmaco, anche degli antiepilettici.

Nulla, tuttavia, è stato sufficiente per salvare il ragazzo, che è purtroppo spirato dopo due settimane trascorse a lottare fra la vita e la morte in una camera d’ospedale.

Tags

Commenti

Commenta anche tu