Cultura della luce, Aidi celebra 60 anni di storia "illuminata"

Cultura della luce, Aidi celebra 60 anni di storia illuminata
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30 Marzo Mar 2019 22 giorni fa

Festa per l'anniverario dell' Associazione italiana di illuminazione nata nel 1959: dal boom economico alla contemporaneità pubblica e privata

Sessant’anni di storia della luce: dal 1959 al 2019. Celebrati e raccontati con un evento da Aidi, l’Associazione italiana di illuminazione a Milano, a Palazzo Turati. Sessant’anni durante i quali l’associazione culturale si è impegnata a promuovere la cultura della luce in Italia mettendo assieme le esperienze dei principali protagonisti del mondo dell’illuminazione: dalle aziende alle utility e società di gestione, dai progettisti e lighting designer alle università. In um momento in cui, fra innovazione tecnologica, sostenibilità, sviluppo dei progetti pubblici e privati meteno sempre più al centro l’importanza della cultura dell’illiminazione.

Durante la cerimonia è stato infatti dato grande al racconto della luce e al suo rapporto con l’architettura, l’ambiente urbano e l’arte, grazie al contributo di personalità del mondo della luce, dell’arte e della cultura che sono intervenuti con interviste e approfondimenti. La cerimonia è stata anche l’occasione per premiare 47 soci storici, iscritti da oltre 25 anni.

Tra i presenti l'Assessore alle Attività Produttive del Comune di Milano Cristina Tajani, il giornalista e storico dell’arte Philippe Daverio, l’architetto Italo Rota, vincitore di numerosi premi internazionali, Cino Zucchi, architetto e docente universitario del Politecnico di Milano, il lighting designer Andreas Schulz, Antonella Ranaldi, Soprintendente dei Beni Architettonici e Monumentali di Milano, Marco Filibeck, lighting designer e direttore delle luci del Teatro alla Scala, Roberta Pezzetti, direttrice del Centro Studi Smarter dell’Università degli Studi dell’Insubria, Laura Morgagni, segretario generale Smart Community Tech, Michele Vianello, esperto di cultura digitale, e Chiara Bertolaja, architetto e progettista d’illuminotecnica.

Alla soglia degli anni Sessanta, il “boom economico” si porta dietro una gran voglia di cambiamento che ha importanti ricadute anche per il mondo dell’illuminazione. Le lampade non sono più solo un rivestimento funzionale, ma diventano prodotti con un’identità forte, carichi di cultura e interpreti importanti della contemporaneità. Le città e i loro monumenti si accendono di nuovi punti luce che testimoniano, anch’essi, il benessere e la voglia di grande rinnovamento ed espansione che attraversa tutta la società italiana di quegli anni.

“In questo contesto storico, sociale ed economico – spiega il presidente dell’associazione, Gian Paolo Roscio – la nascita di Aidi ben rappresenta e interpreta questo fermento diventando fin dall’inizio un autorevole punto di riferimento culturale del settore”. “Sessant’anni di storia – continua Roscio – sono un lungo cammino reso possibile dalla capacità di Aidi di realizzare un confronto continuo e proficuo tra tutte le diverse realtà che operano nel settore dell’illuminazione: dai produttori di apparecchi ai gestori delle reti di illuminazione, dai professionisti ai docenti, mossi tutti da un interesse comune, quello di sviluppare e divulgare la cultura della luce nella sua accezione più ampia, per illuminare gli spazi urbani in modo più razionale, favorire una maggiore sicurezza e valorizzare il ricco patrimonio artistico e monumentale del nostro Paese”.

Aidi fu costituita il 6 aprile del 1959 dagli ingegneri Piero Anfossi di Anie, Lino Richard di Edisonvolta (poi confluita in Enel), Filippo Carati di Aem Milano (oggi A2A), Ugo Pollice di Pollice Illuminazione, Giovanni Cova di Sip (Società Idroelettrica Piemonte), Ugo Fuccinelli di Philips, Ariberto Tibaldi di Edisonvolta, Renzo Grandi di Buini&Grandi. Tutti importanti manager, espressione di un’industria “illuminata” che avverte la necessità di creare una realtà che possa essere, per tutto il settore della luce italiana, un riferimento autorevole per affermare e sviluppare una nuova cultura della luce. Ad aderire, fin dall’inizio, oltre a Signify (in precedenza nota come Philips Lighting), numerose aziende costruttrici di apparecchi di illuminazione, come Osram e Schréder, le grandi aziende municipali come l’ex Aem Milano (oggi A2A) e l’ex Aem Torino (oggi Iren), oltre a importanti università come il Politecnico e l’Università degli Studi di Torino.

L’anniversario è stato realizzato con il sostegno dei main sponsor A2A Illuminazione Pubblica, Cariboni Group, Enel X, Performance in Lighting, degli Sponsor Gold Arianna, Citelum, City Green Light, Gewiss, Iren, Neri, Osram, Schréder, dello Sponsor Silver iGuzzini e dello Sponsor Tecnico Claypaky.

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