Fallire fa bene alla carriera professionale

Fallire fa bene alla carriera professionale
Inside Over
2 Aprile Apr 2019 02 aprile 2019

La cultura del fallimento si tramuta in un’inedita “strada del successo”. Fare errori e collezionare fallimenti ci aiuta a crescere professionalmente. Ce lo insegna l’economista ed ex fallita Francesca Corrado

Collezionare fallimenti fa bene alla carriera professionale.

Il famoso detto “sbagliando si impara” ha una base veritiera. Commettere errori, avere dubbi e ripensamenti sul proprio percorso professionale è umano. Gli errori non sono dei “”vicoli ciechi" perché fanno parte di un metodo scientifico e didattico che ci porta verso un’inedita sperimentazione e verso il cambiamento concreto.

Spesso e volentieri uomini e donne hanno un atteggiamento sbagliato nei confronti degli errori. Vedono l’errore solo con una valenza negativa quando in realtà essi ci conducono verso strade nuove e inesplorate. Esse si aprono dinanzi a noi e sono ricche di possibilità, occasioni per metterci in gioco, crescere ed evolvere. Di fronte agli errori e fallimenti arretriamo, ci spaventiamo, diventiamo ipercritici e severi nei confronti di noi stessi e pessimisti nei confronti dell’ambiente circostante.

A testimoniare questa tendenza da parte della maggior parte degli uomini e delle donne è anche il libro di Francesca Corrado intitolato “Elogio al fallimento. Perché sbagliare fa bene”, edito da Sperling& Kupfer. In questa sorta di manuale, l’autrice Francesca Corrado, economista, ricercatrice racconta la sua esperienza da ex fallita. Ella è la testimonianza diretta di come la determinazione, le sconfitte esistenziali e professionali diventino la spinta, la molla per riemergere e intraprendere nuove sfide professionali, capaci di condurci verso la realizzazione e il successo.

I fallimenti ci aiutano infatti a focalizzare l’attenzione su nuove consapevolezze. Ci fanno capire chi siamo davvero e cosa vogliamo. L’autrice di “Elogio al fallimento” invita a riflettere sui sogni accantonati, sugli ideali che vale la pena difendere, i propri punti di forza, il talento che è insito in ognuno di noi e che spesso e volentieri stenta ad emergere.

Fallire ci fa riemergere con più tenacia e forza. Risveglia il lato creativo grazie al quale possiamo elaborare un piano alternativo, il famigerato “piano B”. La cultura del fallimento apre scenari nuovi d’azione. Dà vita alla strada del successo sulla quale dobbiamo puntare per rinascere e diventare ciò che veramente siamo.

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