Polemica sul parcheggio dell'auto della Raggi

Polemica sul parcheggio dell'auto della Raggi
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7 Aprile Apr 2019 12 giorni fa

La prima cittadina ha visitato una scuola lasciando l’auto elettrica del Campidoglio proprio sotto il segnale di divieto. E i social si sono scatenati

Il suo parcheggio sotto al cartello del divieto di sosta non è passato inosservato. Parliamo dell'auto di servizio di Virgina Raggi.

Il sindaco di Roma è stato fotografato da Non è la radio mentre, dopo la visita nella scuola Steineriana "Il giardino dei cedri" di via delle Benedettine, risaliva sull'auto elettrica in dotazione al Comune. Una macchina parcheggiata poco prima proprio sotto al cartello che vieta la sosta nella zona.

Come documentano le foto di Non è la radio, la macchina del sindaco è stata ferma per due ore in divieto di sosta (dalle 12:30 alle 14:23) davanti a un passo carrabile e in prossimità delle strisce pedonali.

Nelle immagini scattate si vede chiaramente il sindaco Raggi imboccare il vialetto dell'uscita della scuola e tornare a bordo dell'auto che l'ha attesa. Senza multa sul parabrezza, ovviamente.

E i social non hanno perdonato il parcheggio del sindaco. Su Twitter e Facebook infatti la foto è stata accompagnata da diversi tipi di commenti. C'è persino qualche nostalgico che ha ricordato la Panda rossa di Ignazio Marino. "Non je ne va bene una. Pora Virgy, non puoi lasciare la Panda in doppia fila che... ah non è una Panda". "Ma non criticava pesantemente Marino per lo stesso motivo?".

In molti però hanno fatto notare che sotto al cartello ci fosse la freccia di fine divieto. E anche il comando della polizia locale di Roma Capitale ha precisato: "Con riferimento alle foto apparse su alcuni organi di stampa che ritraggono l'auto di scorta della sindaca in presunto divieto di sosta, occorre precisare che il veicolo, come risulta evidente nelle immagini diffuse, non era in divieto di sosta, l'automobile era ferma nell'area immediatamente successiva al segnale di interdizione alla sosta, integrato dal simbolo che pone fine al divieto stesso. Nessuna regola è stata infranta, in considerazione anche del fatto che i mezzi delle persone sottoposte a tutela da parte degli organi di Polizia, per motivi di sicurezza devono fermarsi nel luogo più vicino alla persona posta sotto scorta, al fine di consentire una veloce via di fuga in caso di emergenza".

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